Ci sono concerti che restano nella storia per la folla oceanica, l'energia elettrica, l'applauso che fa tremare le pareti. Quello di Rick Wakeman a Tam Dao, nel nord del Vietnam, non aveva nulla di tutto questo. Niente luci stroboscopiche, niente cori, niente stage diving. Solo un pianoforte a coda Yamaha trasportato a fatica nel cuore della giungla, e un pubblico di centocinquanta orsi della luna.
La location è il Vietnam Bear Rescue Centre, gestito da Animals Asia all'interno del parco nazionale. Qui vivono gli esemplari strappati alle "bear farms", quelle strutture dove gli animali vengono tenuti in gabbie minuscole per estrarne la bile, usata nella medicina tradizionale. Una pratica crudele, ancora legale in Vietnam, che condanna gli orsi a decenni di sofferenza.
Wakeman, 74 anni e una carriera che ha riscritto il vocabolario del rock progressivo, non è nuovo a imprese visionarie. Ma questa volta ha superato se stesso. "Prima che me lo chiediate, non suonerò Teddy Bears' Picnic", ha scherzato prima di sedersi alla tastiera, smorzando la tensione con quell'umorismo british che non lo abbandona mai.
La scaletta, però, non era affatto una parodia. Circa il 60% dei brani erano inediti, composti appositamente per l'evento "Free The Final Bears" dopo studi sulla percezione uditiva degli orsi. Frequenze, dinamiche, pause: tutto calibrato su orecchie non umane. Tra i pezzi nuovi, Moon — dedicata all'orso che Wakeman ha "adottato" a distanza — e Dawn Reborn, ispirata alla storia di una femmina liberata dopo vent'anni di gabbia. C'è anche Cyril Wolverine, intitolata al padre del tastierista e al primo orso che l'associazione gli ha fatto conoscere.
La risposta? Undici orsi si sono avvicinati progressivamente al perimetro dell'area concerto. Uno, battezzato Georges, si è addirittura sollevato sulle zampe posteriori per osservare meglio. Non è antropomorfismo: gli etologi di Animals Asia confermano che gli orsi mostrano curiosità genuina per suoni complessi e melodie, specialmente in assenza di minacce.
"La musica è un linguaggio universale, ma non pensavo includeva anche gli orsi", ha detto Wakeman a fine esibizione, visibilmente commosso. L'obiettivo concreto: raccogliere fondi e attenzione per liberare gli ultimi esemplari ancora reclusi nelle farm vietnamite. La campagna punta a chiudere l'ultimo capitolo di questa pratica entro il 2026.
Un tastierista che ha suonato davanti a re, presidenti e folle sterminate nei cinque continenti. Ma forse, suggerisce lui stesso mentre accarezza il legno del pianoforte ancora umido di pioggia tropicale, questo è il pubblico più onesto che abbia mai avuto. Nessun bis richiesto, nessun cellulare alzato. Solo undici paia di occhi scuri che ascoltano, e capiscono.
