C'è un filo rosso — anzi, bianco neve — che lega Pieter Bruegel il Vecchio a certi dischi che girano sui nostri piatti in questa stagione. Quel Cacciatori nella neve del 1565, con i suoi pattinatori goffi sui canali ghiacciati e i corvi neri contro il cielo livido, è molto più di un dipinto: è un mood board per metà dell'indie folk contemporaneo.
Da oggi, quel mood si materializza a Palazzo Reale. "Bruegel. Capolavori dell'arte fiamminga" (fino al 9 febbraio 2025) riunisce oltre settanta opere tra dipinti, disegni e stampe per raccontare non solo il capostipite, ma l'intera dinastia: i figli Pieter il Giovane e Jan "dei Velluti", i nipoti, una vera e propria factory familiare che per un secolo e mezzo ha dettato legge ad Anversa e oltre.
La curatela di Sergio Gaddi e Dorigen Caldwell non si limita all'iconografia natalizia. C'è la Torre di Babele che sembra un concept album prog-rock ante litteram, c'è la Caduta degli angeli ribelli con i suoi mostri ibridi che farebbero invidia a qualsiasi metal band scandinava, e c'è soprattutto lo sguardo antropologico sui riti collettivi: matrimoni contadini, kermesse, processioni. La colonna sonora di quei quadri? Cornamuse, ghironde, vielle — gli antenati diretti del folk revival che oggi riempie i festival da Primavera Sound a Glastonbury.
Non a caso, la mostra include una sezione multimediale curata da Sky Arte che esplora l'eredità bruegeliana nel cinema (da Tarkovskij a Lars von Trier) e nella musica. Ascolterete come Joanna Newsom abbia citato Il numero di Betlemme in Sapokanikan, o come i Fleet Foxes abbiano costruito interi videoclip attorno all'estetica del "mondo rovesciato" fiammingo.
Il biglietto (14 euro intero, 12 ridotto) include l'audioguida con brani selezionati da Colapesce Dimartino, ambassador d'eccezione per l'occasione. "Questi quadri suonano", ha detto il duo siciliano presentando il progetto. "C'è ritmo nelle pennellate di Bruegel, c'è contrappunto nelle sue folle. È pop nel senso più alto: arte per tutti, che parla di tutti."
Milano d'autunno, del resto, ha i suoi inverni bruegeliani: la nebbia sui Navigli, i mercatini di Natale che spuntano come funghi, la gente che si stringe nei cappotti davanti a un vin brulé. Andate a Palazzo Reale, poi uscite in Galleria. Vi sembrerà di camminare dentro una cornice.