Ottobre è quel mese in cui l'Italia si veste di mostre come un festival si veste di headliner. Non serve essere critici d'arte per accorgersene: basta seguire la scia di code ordinate davanti a Palazzo Grassi, al MANN di Napoli, alle Scuderie del Quirinale. La differenza, semmai, sta nel saper leggere tra i pennelli la partitura nascosta.
Prendete "Venezia e lo Studio Azzurro" a Ca' Corner della Regina (fino al 24 novembre). Non è solo videoarte: è cinema espanso, è Laurie Anderson che incontra la laguna, è Brian Eno che avrebbe voluto curare l'audio delle installazioni immersive. La colonna sonora ideale? Music for Airports in loop mentre camminate tra proiezioni che respirano come polmoni meccanici.
A Roma, le Scuderie del Quirinale ospitano "Liberty. Uno stile per l'Italia moderna" (fino al 6 gennaio). Liberty significa anche musica: i caffè-concerto di inizio Novecento, le prime incisioni Fonotipia, le canzoni di Tosti che uscivano dai grammofoni a tromba. Immaginate Marechiare in sottofondo mentre ammirate i vetri di Tiffany e i manifesti di Marcello Dudovich. Quella era la pop music dell'epoca, e l'estetica Liberty ne era la copertina d'album.
Scendendo a Napoli, il MANN rilancia con "Gli Etruschi e il MANN" (fino al 31 gennaio). Qui la musica è archeologica: auloi, tibie, crotali. Strumenti che non suonano più, ma che i ricercatori dell'Università di Bologna stanno ricreando in 3D per farci sentire come risuonava una processione etrusca. È world music ante litteram, e il museo la sta remixando per noi.
E poi c'è Milano, con "Klimt. L'uomo, l'artista, il suo mondo" a Palazzo Reale (fino al 12 gennaio). Gustav Klimt non scriveva spartiti, ma la sua Giuditta ha ispirato Mahler, la sua Beethovenfries è una sinfonia visiva. La playlist ce la mette il visitatore: basta aprire Spotify su "Klimt inspired" e lasciare che Verklärte Nacht di Schönberg faccia da ponte tra oro a foglia e dodecafonia.
Perché andare a mostre, a ottobre, non è turismo culturale. È crate-digging visivo. Si cerca il sample, il riff, la traccia nascosta che lega un dipinto a una canzone. E se non la trovate, createla voi. La migliore colonna sonora di una mostra è sempre quella che vi portate da casa.