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Agnes Obel - Il significato dei fiori

Agnes Obel - Il significato dei fiori

La nascita di un figlio è un cambiamento inesorabilmente epocale per una donna.

E di cantautrici che hanno cantato la gioia di essere finalmente madri, ne troviamo a iosa nel passato e soprattutto nel presente, come, ad esempio, Laura Marling e Alela Diane.

La lista è, ovviamente, ancora più lunga, e la cantautrice danese di stanza a Berlino, Agnel Obel, ha ben pensato di aggiungersi con il suo ultimo album, il quinto di inediti in discografia, intitolato “The Meaning Of Flowers”, a voler far intendere fin da subito le emozioni al centro delle dodici canzoni che lo compo.

Pubblicato a sei anni dall’ottimo “Myopia”, “The Meaning Of Flowers” ​​è stato scritto, registrato, arrangiato e prodotto interamente nello studio berlinese della Obel.

Un'opera, dunque, personalissima, sfacciatamente intima, fin dallo spazio in cui è stata generata; pensata per esplorare gli effetti della natalità a tutto spiano, riflettendo, strofa per strofa, su come la maternità tenda a mutare battiti, pensieri, e in particolare il proprio rapporto con l'esterno.

Per farlo, la Obel si è avvalsa della poesia di Enheduanna (la prima autrice al mondo di cui si conosce il nome), prendendo poi in prestito anche le riflessioni filosofiche della tedesca Hannah Arendt e dell'italiano Emanuele Coccia.

A cominciare dalla canzone che dà il titolo all'Lp, le cui parole si snodano tra la necessità di tornare all'essenza e nuovi miracoli da contemplare.

Nel video-visualizer di “Gemini”, una delle ballate elettropop più circolari e candide del lotto, la cantautrice mostra poi la formazione del feto, esternando così anche visivamente tutto ciò che ha cambiato la sua vita.

Le dodici canzoni di “The Meaning Of Flowers” sono piccoli scrigni elettrofolk sospesi in un incanto immanente, e avvolti da melodie dolcissime al piano che crescono lentamente, con gli archi che festeggiano in punta di piedi, emancipando un cammino ricco di trovate cullanti, e altrove ariose, al netto di un approccio estremamente riservato a monte.

Il musicista danese compone e canta per sottrazione: non alza mai i toni, resta lievemente in disparte, lasciando che sia la musica a dondolare l'ascoltatore, mentre le parole esternano le rivelazioni di cui sopra.

Dall’etereo carillon di “Never Been” al passo cadenzato di “Blood So Red”, altra gemma dalla luce timida, eppure abbagliante, Agnes Obel mette in fila i piccoli frammenti di un tempo ritrovato, per tracciare canzoni che assecondano un’estasi fin troppe volte trattenuta.

questo eterno sospiro da sirena madre, il musicista muove i propri passi, spostandosi tra una nota e l'altra con gentilezza, in particolare nei momenti in cui l'arpa entra in gioco come un angelo che ha appena parlato con Dio (“No Such Thing As Silence”), per uno dei pochi istanti in cui l'attenzione si sposta sul rapporto con il proprio coniuge, restituendo al contemporaneo una nuova riflessione.

Dici che indossavi il silenzioChe non hai mai avuto qualcuno su cui contareNell'era delle isoleTi vedo lì senza nessuno su cui contareE se corressi dove sono andati i tuoi occhiSu un cielo nudo sopra il tempo che abbiamo persoDietro i tuoi occhi vedo una scia di polvereCome se non esistesse una cosa come il silenzioPrima che sia finitaMa niente è finitoSono stupito Non solo canzoni che emulano l'oscillazione di un'amaca, ma trovano corpo anche piccole escursioni classiche moderne, in grado di sottintendere ancora una volta la capacità della cantautrice di Gentofte di ricamare tele elettroacustiche colme di sospiri e canti in festa, prima che il piano in attacco di “Beyond The Sun” riconduca tutto e tutti in quel meraviglioso Eden privato inscenato dalle melodie di un disco che ha il potere di “curare” l'angoscia e distendersi gli animi.

E ancora la danza composta di “Tangerine”, l’ennesima ballata pianistica dai toni miracolosi (“Don’t Look Down”).

“The Meaning Of Flowers” ​​non è soltanto il disco di una neomamma che racconta in musica la propria meraviglia, ma un amplesso purissimo con il prodigio ancora immacolato di una del.

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