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Autechre, il duo preferito del tuo dj/produttore preferito

Autechre, il duo preferito del tuo dj/produttore preferito

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--> Di Gianni Sibilla Un concerto nell'oscurità totale.

Una musica fatta di melodie, ripetizioni e rumore.

Adepti al culto che li seguono il duo in diversi concerti come se fossero i Grateful Dead o i Pearl Jam, perché il rito è quello, unico e riconoscibilissimo, ma non sai mai dove ti può portare e richiede di lasciarti andare.

Una discografia di studio che mette il gruppo al pari dei grandi nomi tutelari dell'elettronica, da Aphex Twin ai Boards of Canada, quelli che tra anni '90 e zero hanno ridefinito cosa si poteva fare con il suono, spiegando che i beat potevano con vivere con sperimentazioni e dissonanze.

Gli Autechre sono il gruppo preferito del tuo produttore preferito, o almeno uno di quei nomi che saltano fuori inevitabilmente nelle conversazioni degli appassionati del genere e non solo.

Un paio di anni fa Four Tet ha iniziato ad inserire “Eutow” in festival come Dekmantel, Lollapalooza e Lost Village, in mezzo a dubstep, techno, house e i fan sono impazziti per l'accostamento Sempre nel 2024 fa ha suonato “Sim Gishel” al Lollapalooza e questo video di gente che balla come se fosse un pezzo house sembra un montaggio distopico.

Molti produttori/dj che ora sono delle star devono tantissimo al lavoro sonoro di Rob Brown e Sean Booth: attivi da 40 anni, incidono per la Warp, l'etichetta più importante del genere, e si sono evoluti verso un suono sempre più sperimentale, una sfida continua.

Questa sera, 10 ottobre il duo sarà all'Estragon di Bologna nell'ambito di roBOt Festival, per una data già sold out; Domani, 11 ottobre sarà all’Alcatraz di Milano.

Ad aprire entrambe le serate saranno MDX e Bochum Welt.

MDX è il progetto di Andy Maddocks, fondatore della Skam Records di Manchester; Bochum Welt è Gianluigi Di Costanzo, produttore italiano legato fin dagli esordi alla Rephlex di Aphex Twin, che pubblicò otto suoi dischi.

Gli Autechre sono un gruppo complesso, difficile e a tratti respingente e proprio per questo tra i più interessanti della musica elettronica degli ultimi decebbi.

"It Feels like the sonic equivalent of listening to an algebra problem", scriveva su reddit un utente che si interrogava sulla loro leggendaria fama in un lungo thread dedicato alla musica elettronica: l'equivalente sonoro dell'ascoltare un problema di algebra.

La domanda era semplice: perché così tanti musicisti elettronici li amano.

La risposta semplice - in realtà è molto complesso - è il legame unico che si crea con la musica, dalla techno e dall'elettro con melodie e beat più facilmente riconoscibili delle origini.

Ma quelle coordinate vengono progressivamente smontate, togliendo progressivamente punti di riferimento: è questa dimensione a renderli unici e a rendere le loro performance un evento: "Autechre live è un'esperienza audio classicamente oscura come la pece e viene eseguita molto raramente", si legge nella loro bio.

È anche uno dei motivi per cui il loro pubblico è così fedele.

Gli Autechre hanno costruito il loro seguito facendo quasi il contrario di ciò che normalmente serve per conquistare un pubblico: hanno progressivamente tolto punti di riferimento.

Melodia, forma, prevedibilità e, dal vivo, perfino lo spettacolo visivo - come ormai è la prassi anche nella musica elettronica, dai mega show EDM ai set dei produttori più eclettici e raffinati.

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