C'è una scena, in Zoolander, in cui Mugatu – il genio della moda interpretato da Will Ferrell – lancia la sua linea "Derelicte" tra i senzatetto newyorchesi, trasformando il degrado in haute couture. Una sequenza così surreale da sembrare uscita dalla testa di David Bowie. E invece, a un passo dal set, c'era stato Beck.
«Me l'avevano proposto nel 2000», racconta l'artista seduto accanto a Jimmy Fallon, la chitarra acustica ancora tra le gambe dopo l'esecuzione di In the Night. «Lessi la sceneggiatura e pensai: "Ma chi vuoi che veda un film su modelli idioti?". Quindi dissi di no. Sei mesi dopo ero al cinema e guardavo Bowie rubarsi ogni fotogramma. L'unica volta che ho invidiato il Duca Bianco».
La confessione arriva nel cuore della promozione di Ride Lonesome, quindicesimo album in studio uscito lo scorso venerdì per Capitol Records. Un lavoro che segna il ritorno alle radici folk-blues dopo le deviazioni elettroniche di Colors e Hyperspace. «È la musica che fai quando è quasi buio in casa e non hai ancora acceso le luci», spiega Beck, riprendendo l'immagine usata anche nelle note di copertina. «Quell'ora in cui i pensieri si fanno più onesti».
Sul palco del Tonight Show, In the Night ha preso una dimensione quasi cinematografica. Dodici archi – tra cui un violoncello suonato da un ospite a sorpresa, Sacha Baron Cohen, vecchio amico dai tempi di Borat – hanno avvolto la melodia in una nebbia controllata, mentre un assolo di chitarra spagnola tagliava l'aria come un rasoio. Nessun beat, nessun campione: solo legno, corde e una voce che, a cinquant'anni, sa dosare il vibrato come non faceva da tempo.
«Volevo un disco che si potesse suonare da solo in una stanza», continua. «Niente produzione che nasconda le crepe. Le crepe sono la canzone». Ascoltando brani come Shadows on the Road o The River Don't Care, viene da credergli: c'è la polvere del Mississippi, l'eco di Nick Drake, ma anche la lezione di Nigel Godrich, che ha co-prodotto l'album lasciando spazio ai silenzi.
Il tour partirà a gennaio da Los Angeles, toccando l'Europa in primavera. Nessuna data italiana confermata, ma i promoter sussurrano di un possibile concerto al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Intanto, Beck ride ripensando a Mugatu. «Forse un giorno farò un cameo in un film di Wes Anderson. Ma solo se mi lasciano portare la mia chitarra».
