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Believe riorganizza i vertici: Romain Vivien guida la strategia globale 'One Global Artist Development'

Believe riorganizza i vertici: Romain Vivien guida la strategia globale 'One Global Artist Development'

Believe accelera sulla riorganizzazione dei vertici e lo fa affidando a Romain Vivien un mandato allargato che ridisegna la catena di comando su scala planetaria. Il Global Head of Music — già CEO di Believe France e dal 2024 presidente per l'Europa — supervisionerà d'ora in avanti le tre macro-aree EMEA, Americas e APAC, con l'obiettivo dichiarato di trasformare il gruppo in una "full-service, technology-empowered One Global Artist Development Company".

La mossa arriva a una settimana dagli annunci che hanno portato Adriana Sein alla presidenza delle Americas, Viktoria Siniavskaia alla guida della neocostituita EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) e confermato Sylvain Delange alla testa dell'APAC. Tutti e tre riporteranno direttamente a Vivien, che avrà anche la delega sulle partnership strategiche.

Il tutto si inserisce nel piano quinquennale "From Access to Success", presentato come la bussola per i prossimi anni: non più semplice distributore o fornitore di servizi, ma partner integrato capace di accompagnare l'artista in ogni fase — dalla produzione alla promozione, dal licensing al live, sfruttando dati e tecnologia proprietaria.

Ad affiancare Vivien ci saranno Bahamonde Bourgain, presidente di Believe Artist Services e Label & Artist Solutions, e Brian Miller, Chief Business Officer di TuneCore. Un tandem che segnala l'intenzione di far dialogare storicamente le due anime del gruppo: i servizi label e la piattaforma DIY per artisti indipendenti.

Trent'anni di industria alle spalle — Virgin, EMI, poi la scalata interna in Believe — Vivien siede oggi nel board di SPPF e ricopre la vicepresidenza di UPFI, le due principali associazioni di categoria francesi. Quest'anno è entrato in tutte e tre le power list di Billboard: Power 100, Indie Power Players e Global Power Players.

"La nostra missione resta invariata: trasformare Believe in una società globale di sviluppo artisti a servizio completo, ossessionata dal successo degli artisti", ha dichiarato Vivien. "Facendo evolvere la nostra organizzazione regionale attorno a tre grandi aree geografiche, creiamo la struttura necessaria per offrire un supporto coerente e scalabile in ogni mercato".

La riorganizzazione arriva in un momento delicato per il settore: la concentrazione delle major, la pressione sui margini dello streaming e la frammentazione dei mercati locali spingono i player indipendenti a cercare economie di scala senza perdere agilità. Believe, quotata a Parigi e con un fatturato 2023 sopra i 750 milioni di euro, scommette su una struttura a tre gambe — tecnologia, servizi label, distribuzione DIY — per ritagliarsi uno spazio diverso da quello delle major tradizionali.

La sfida, ora, è esecutiva: far convivere culture aziendali eterogenee, allineare KPI tra regioni diversissime e dimostrare che il modello "One Global" non sia solo uno slogan da presentazione agli investitori. Vivien, che conosce la macchina dall'interno, ha il profilo giusto per provarci. Ma il mercato, come sempre, giudicherà dai risultati.

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