Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Boyz II Men - Reflections: Heartbreak and Harmony: l'eleganza senza tempo dell'R&B vocale

Boyz II Men - Reflections: Heartbreak and Harmony: l'eleganza senza tempo dell'R&B vocale

Quando nel 2006 Boyz II Men pubblicano Reflections: Heartbreak and Harmony, il gruppo ha già alle spalle quindici anni di carriera, quattro Grammy e vendite superiori ai sessanta milioni di copie. Non è un album di inediti, ma una raccolta curata che funge da summa artistica: sedici brani tra i maggiori successi — End of the Road, I'll Make Love to You, On Bended Knee, One Sweet Day — e una manciata di cover scelte con criterio filologico, da What You Won't Do for Love di Bobby Caldwell a Let It Snow in chiave natalizia.

Il titolo stesso dichiara l'intento: Heartbreak and Harmony. Il cuore spezzato è il motore narrativo dell'R&B classico, l'armonia è la firma inconfondibile del quartetto (diventato trio dopo l'uscita di Michael McCary nel 2003). Nathan Morris, Wanyá Morris e Shawn Stockman intrecciano le voci con una precisione che rasenta l'architettura: contrappunti gospel, falsetti che planano su accordi di nona, un blend che non concede spazio all'ego individuale. Ascoltare Water Runs Dry o 4 Seasons of Loneliness oggi rivela una produzione — spesso firmata Babyface o Jimmy Jam & Terry Lewis — che ha saputo modernizzare la lezione di Stax e Motown senza tradirne lo spirito.

Il contesto culturale è cruciale. Negli anni Novanta Boyz II Men hanno portato l'a cappella e il doo-wop rivisitato nelle classifiche pop mainstream, aprendo la strada a una generazione di vocal group (da *NSYNC ai Take 6) e influenzando persino il neo-soul di D'Angelo e Maxwell. Reflections arriva in un momento di transizione: l'R&B sta virando verso il crunk e l'autotune, ma il disco ricorda che la voce umana, quando disciplinata da arrangiamenti sapienti, resta lo strumento più potente.

Le cover non sono riempitivi. La versione di I Can't Make You Love Me (Bonnie Raitt) trasforma il brano in una preghiera laica, mentre The Tracks of My Tears omaggia Smokey Robinson con riverenza filologica. Manca forse qualche brano dell'era Motown (Yesterday dei Beatles incisa per il tributo Come Together), ma la coerenza del progetto prevale.

In retrospettiva, Reflections: Heartbreak and Harmony funge da ponte tra l'epoca d'oro dell'R&B vocale e la sua riscoperta contemporanea. È un album che si ascolta tutto d'un fiato, come una lezione di storia della musica nera americana tenuta da tre maestri che non hanno mai smesso di studiare.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.