Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Broken Back — Smile Again: la rinascita folk-elettronica di Jérôme Fagnet

Broken Back — Smile Again: la rinascita folk-elettronica di Jérôme Fagnet

C'è una geografia emotiva precisa in Smile Again, il nuovo lavoro di Broken Back — progetto solista di Jérôme Fagnet — che va letta come mappa di una ricostruzione. Il musicista bretone, già noto per l'exploit virale di "Happiest Man on Earth" (2014), ha attraversato nel 2017 un incidente domestico che gli ha fratturato la colonna vertebrale, costringendolo a mesi di immobilità e riabilitazione. Il titolo non è metafora: è cronaca.

Musicalmente, l'album si muove su coordinate ibride: il folk acustico di matrice anglofona — Nick Drake, José González, la lezione di Bon Iver — incontra una produzione elettronica mai invasiva, curata nei dettagli da Fagnet stesso insieme a Valentin Marceau. Le dodici tracce respirano attraverso arrangiamenti dove chitarre fingerpicking, synth pad caldi e percussioni minimali (spesso campionate da oggetti quotidiani) creano una tavolozza timbrica coerente, mai derivativa. "We Are the Night" apre con un arpeggio circolare che si espande in un coro a più voci, mentre "Keep It Cool" innesta un groove downtempo su progressioni armoniche modali, richiamando certe atmosfere alla Røyksopp prima maniera.

Il songwriting privilegia la forma canzone classica — strofa-ritornello-ponte — ma la declina con testi che evitano l'autocompiacimento. "Breathe" e "Rise" affrontano la convalescenza senza retorica motivazionale: "I'm learning to walk again / one step at a time" canta in "Step by Step", e la semplicità della frase diventa forza. La voce di Fagnet, timbro tenue ma intonazione sicura, si presta a sovraincisioni corali che amplificano l'intimità senza perderne il pudore.

Culturalmente, Smile Again intercetta un'esigenza diffusa: la ricerca di una musica che accompagni la vulnerabilità senza spettacolarizzarla. In un panorama francese dominato da urban e varietà, Broken Back rappresenta un'eccezione — artista globale che canta in inglese, prodotto in autonomia, distribuito via Believe — e il suo percorso ispira una generazione di musicisti indipendenti europei. L'album ha debuttato nella top 20 SNEP e accumulato oltre 150 milioni di stream, numeri che testimoniano una connessione autentica.

Non tutto convince: la seconda metà perde tensione narrativa, alcune tracce ("Free", "Horizon") scivolano in un piacevole ma generico mid-tempo. Tuttavia, la coerenza visionaria e la qualità della scrittura fanno di Smile Again un'opera onesta — e onestamente bella.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.