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Caso Evolutions Festival: la Procura di New York fa causa agli organizzatori per i mancati rimborsi

Caso Evolutions Festival: la Procura di New York fa causa agli organizzatori per i mancati rimborsi

Nel complesso e spesso opaco mondo della musica dal vivo, il confine tra la cattiva gestione di un evento e la palese lesione dei diritti dei consumatori può diventare estremamente sottile. È ciò che sta accadendo a New York, dove la Procuratrice Generale Letitia James ha promosso un'azione legale contro gli organizzatori dell'Evolutions Festival, accusati di non aver rimborsato gli acquirenti dei biglietti e i fornitori a seguito dell'annullamento della manifestazione.

La vicenda ha contorni paradossali. Gli organizzatori — tra cui figurano Evolutions Festival LLC, 845 Vibrations LLC e i promoter Michael G. e Justin J. Brown — hanno dichiarato alla Procura di voler restituire i soldi ai fan soltanto se riusciranno a ottenere un risarcimento dalla causa civile che essi stessi hanno intentato contro la location dell'evento, il Sugar Mountain Performing Arts Center.

Questa posizione si scontra frontalmente con l'Arts and Cultural Affairs Law dello Stato di New York. La normativa impone ai promoter di tutelare i ricavi delle prevendite attraverso conti vincolati (escrow account) o garanzie finanziarie equivalenti, nate proprio per assicurare il rimborso automatico degli spettatori in caso di cancellazione, a prescindere da qualunque contenzioso con terzi.

Alla base dell'annullamento del festival c'è il classico scaricabarile burocratico: l'Evolutions sostiene che la venue non avesse i permessi per la capienza prevista e la vendita di alcolici, mentre la struttura replica accusando i promoter di non aver fornito la documentazione di base, tra cui contratti e coperture assicurative.

Al di là del contenzioso giudiziario, il caso Evolutions si inserisce in un contesto globale estremamente delicato per il settore dei festival indipendenti. Tra inflazione, costi di produzione alle stelle e una saturazione dell'offerta live post-pandemica, la credibilità degli organizzatori e la tutela del pubblico sono diventate questioni primarie. Trattenere i soldi dei biglietti come 'ostaggio' di una disputa legale mina alla base il rapporto di fiducia tra appassionati e industria musicale.

La risposta delle autorità statunitensi è stata perentoria. La Procuratrice James chiede il risarcimento integrale per gli oltre mille acquirenti e lavoratori coinvolti, oltre a sanzioni civili fino a 5.000 dollari per ciascuna delle 1.185 violazioni contestate — un ammontare che potrebbe sfiorare i 6 milioni di dollari. Inoltre, viene richiesto al tribunale di inibire agli organizzatori la produzione di qualsiasi evento futuro nello Stato di New York senza il preventivo deposito di una cauzione da 500.000 dollari.

di Elena Verdi

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