C'è un momento preciso, al minuto 2:12 di "Good Luck, Babe!", in cui la voce di Chappell Roan si rompe in un melisma che sa di preghiera laica: "You can kiss a hundred boys in bars / Shoot another shot, try to stop the feeling". È l'epifania di un brano che, in tre minuti e trentotto secondi, condensa una genealogia intera — da Kate Bush a Cyndi Lauper, da The 1975 a Lorde — per partorire qualcosa di inedito: un inno queer che non chiede permesso, ma pretende spazio.
Kayleigh Rose Amstutz, nata a Willard, Missouri, 26 anni fa, ha costruito il suo alter ego Chappell Roan — omaggio al nonno Dennis Chappell e al termine gaelico "roan", rosso — tra lezioni di piano classico, rifiuti discografici (Atlantic la scaricò nel 2020) e una svolta decisiva: l'incontro con la drag culture di Los Angeles. "La drag mi ha insegnato che la performance è sopravvivenza", ha dichiarato a Rolling Stone. Quella lezione pulsa in ogni secondo di "Good Luck, Babe!", singolo standalone pubblicato nell'aprile 2024 e prodotto da Dan Nigro (già architetto sonoro di Olivia Rodrigo).
Musicalmente, il brano è una lezione di pop barocco: l'attacco di synth arpeggiati — un omaggio dichiarato a "Running Up That Hill" — cede il passo a un groove mid-tempo sostenuto da una linea di basso gommosa, stile Prince periodo Sign o' the Times. Il pre-chorus accelera il battito con una programmazione batteristica che cita il new wave britannico, per poi esplodere in un ritornello dove la melodia si fa inno da stadio: "Good luck, babe / Well, good luck, babe". La voce di Roan naviga tra registro di petto e head voice con una tecnica che ricorda la prima Tori Amos, ma con una proiezione da arena che deve tutto alla sua formazione teatrale.
Il testo, scritto con Justin Tranter e Dan Nigro, affronta la compulsory heterosexuality — concetto teorizzato da Adrienne Rich nel 1980 — con una precisione chirurgica. La protagonista osserva la sua amante prepararsi per un matrimonio etero: "I know you're not straight / But you're marrying him tomorrow". Non c'è vittimismo, solo la constatazione lucida di una violenza sistemica: "You can try to stop the feeling / But you know I know you better". È la narrazione di intere generazioni queer costrette a performare l'eteronormatività, condensata in versi che scansano la retorica per farsi cronaca viscerale.
L'impatto culturale è stato immediato e trasversale. Su TikTok il brano ha generato oltre due milioni di video, molti dei quali coming out filmati in tempo reale sulle note del bridge. Ha debuttato alla #77 della Billboard Hot 100 per poi scalare fino alla top 10 — prima artista femminile apertamente lesbica a raggiungere tale traguardo con un brano esplicitamente queer dai tempi di Melissa Etheridge. La performance al Governors Ball 2024, con Roan in abito da sposa rosso sangue che si strappa il velo rivelando un corsetto in lattice, è già iconografia.
"Good Luck, Babe!" non è soltanto una hit: è un manifesto pop che rivendica il diritto alla complessità emotiva. Roan rifiuta la narrazione edulcorata del "love is love" per raccontare il disordine, la rabbia, l'ironia amara di amare chi non può — o non vuole — scegliere te. In un panorama pop spesso appiattito su formule algoritmiche, questo brano restituisce alla forma canzone la sua funzione originaria: dare voce a chi voce non aveva.
Voto: 9.2/10
— Marco Rota
