A volte la storia della musica contemporanea non cede sotto i colpi inesorabili del tempo, ma sotto quelli ben più spietati delle ruspe. La notizia della recente demolizione della storica residenza di Les Paul a Mahwah, nel New Jersey, ha inviato un'onda d'urto nel mondo del rock. Non si trattava di un semplice immobile, ma del vero e proprio santuario in cui l'inventore e virtuoso della sei corde ha ridefinito per sempre il concetto di registrazione audio, sviluppando le tecniche di incisione multitraccia e perfezionando il design della chitarra elettrica a corpo solido che porta il suo nome.
La scoperta, fatta quasi per caso dal figlio ottantaduenne Gene Paul attraverso le immagini circolate sui social network, ha riaperto una ferita dolorosa. La casa, abitata da Les Paul dal 1952 fino alla sua scomparsa nel 2009, è stata venduta in sordina per circa 990.000 dollari e immediatamente abbattuta. Ne è scaturito un copione tragicamente noto nel panorama musicale: accuse reciproche tra gli eredi della famiglia e la Les Paul Foundation, guidata dall'ex manager Michael Braunstein, accusata di aver lasciato andare in rovina un luogo di inestimabile valore culturale per poi svenderlo.
Eppure, il quadro che emerge dalle testimonianze dei locali è persino più complesso e drammatico. Come confermato dal sindaco della cittadina ed ex amico di famiglia James Wysocki, la struttura versava in uno stato di incuria irreversibile già durante gli ultimi anni di vita del musicista. Infiltrazioni dal tetto, cedimenti strutturali provocati da vecchi allagamenti mai bonificati e persino invasioni di fauna selvatica avevano trasformato la dimora in un rudere pericolante. Un destino amaro che solleva un interrogativo cruciale: com'è stato possibile permettere che un tempio dell'innovazione sonora raggiungesse un simile punto di non ritorno?
Se luoghi simbolici della storia del jazz come lo studio di Rudy Van Gelder a Englewood Cliffs o la casa di John e Alice Coltrane a New York sono stati faticosamente preservati e valorizzati come patrimonio nazionale, la sorte della dimora di Les Paul incarna il fallimento della tutela della memoria del rock. Quando le fondazioni postume e gli enti preposti smarriscono la visione culturale a favore di logiche meramente burocratiche o finanziarie, l'archeologia musicale perde i suoi pezzi pregiati. La scomparsa della casa di Mahwah non è soltanto una perdita edilizia, ma una ferita aperta sull'incapacità della nostra epoca di proteggere i luoghi dove il futuro della musica è stato letteralmente inventato.
Giulia Ferretti
