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Columnus Metallicus: il metal di ottobre tra delusioni e conferme

Columnus Metallicus: il metal di ottobre tra delusioni e conferme

Ottobre è tradizionalmente il mese in cui il metal fa sul serio: le etichette scaricano le cartucce migliori prima del rush natalizio, e le playlist si tingono di tonalità autunnali, pesanti, avvolgenti. Kez Whelan, nella sua rubrica Columnus Metallicus, ha passato al setaccio le uscite più chiacchierate del momento, e il verdetto è chiaro: non tutto ciò che luccica è oro, ma l'oro vero c'è — basta sapere dove cercare.

Partiamo dall'elefante nella stanza: gli Sleep. Quando The Sciences è piombato sugli scaffali nel 2018, sembrava un miracolo: la reunion che nessuno osava sperare, con Matt Pike in forma smagliante e Jason Roeder dietro le pelli a dare quella spinta tellurica che mancava dai tempi di Dopesmoker. Poi, nel 2024, il licenziamento di Roeder ha gelato l'entusiasmo. E ora, con Hempispheres, scopriamo che Pike non c'è più. Le voci su una sua uscita circolavano da mesi, alimentate dal singolo 'Have Spacesuit Will Travel' — uscito a giugno — che aveva fatto gridare molti al fake generato da IA.

Invece il disco è reale. E, purtroppo, deludente. Al Cisneros ha reclutato due mostri sacri: Dale Crover (Melvins) alla batteria e Bubba Dupree (Void) alla chitarra. Sulla carta, una formazione da sogno. Sulla carta. Perché Hempispheres suona spento, privo di quella tensione cosmica che ha sempre contraddistinto la band. Il riffing di Dupree è tecnico ma freddo, Crover fa il suo mestiere ma non può inventarsi la personalità di Roeder, e la voce di Cisneros — un tempo canale diretto per visioni mistiche — sembra navigare a vuoto. È il lavoro più debole in cui siano mai stati coinvolti questi tre musicisti. Un'occasione sprecata che lascia interrogativi sul futuro stesso del nome Sleep.

Fortunatamente, ottobre regala anche gioie vere. I Krallice continuano la loro corsa solitaria verso l'estremo progressivo: il nuovo EP — uscito a sorpresa su Bandcamp — aggiunge un altro tassello a una discografia che non conosce compromessi. Black metal tecnico, sì, ma con un'anima che pulsa sotto le trame matematiche. Ascoltare Mass Cathexis è come guardare un'equazione risolta in tempo reale: fredda, precisa, ma capace di improvvisi squarci di bellezza vertiginosa.

E poi c'è Lustmord. Brian Williams non sbaglia un colpo da decenni, e il suo ultimo lavoro — colonna sonora per un'installazione che non vedremo mai — conferma il suo status di architetto del buio. Drone profondo, frequenze che vibrano nello sterno, silenzi che pesano più delle note. Non è musica da ascoltare: è musica da abitare. Mettetelo in cuffia, spegnete le luci, e lasciate che il basso vi risucchi.

In sintesi: se cercate il riffone stoner che vi spacchi la schiena, questo mese guardate altrove. Ma se volete perderevi in labirinti sonori dove la tecnica serve l'emozione e non il contrario, Krallice e Lustmord vi aspettano a braccia aperte. Gli Sleep' Beh, forse è il momento di accettare che certe alchimie non si ricreano a tavolino.

— Alex Conti

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