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Danny Elfman e Richard Patrick: tra nuovi album, colonne sonore e un ritorno alle origini più pesanti

Danny Elfman e Richard Patrick: tra nuovi album, colonne sonore e un ritorno alle origini più pesanti

Quando Danny Elfman è salito sul palco del Coachella nel 2022, non sapeva che quelle luci stroboscopiche e quegli schermi giganti avrebbero riacceso una fiamma che credeva spenta. "Ho visto il pubblico reagire a brani che non suonavo da trent'anni e ho capito che c'era ancora del caos da seminare", racconta il compositore nel nuovo episodio di Kyle Meredith With…, seduto accanto a Richard Patrick dei Filter. Quello che ne è uscito non è una reunion nostalgica, ma un "miscuglio del mio cervello" — parole sue — dove Oingo Boingo, colonne sonore e il materiale solista più abrasivo convivono senza gerarchie.

Il prossimo passo è ambizioso: un album in uscita all'inizio del 2027 accompagnato da un film che vede protagonisti Caleb Landry Jones, Slash e Thundercat. "È una specie di omaggio fanboy a David Lynch", ammette Elfman con un sorriso. Nel frattempo, la colonna sonora di Dead Man's Wire di Gus Van Sant lo ha spinto verso territori inesplorati: arpa, basso e percussioni usati come strumenti di tensione pura. E mentre tatuava il corpo, l'anestesia era Fear Inoculum dei Tool: "Non conosco nemmeno il titolo di una singola canzone, perché ho ascoltato l'intero album circa quaranta volte di fila".

Dall'altra parte del microfono, Richard Patrick ha i suoi santi patroni del rumore. Fresco di un concerto dei Ministry visti dal lato del palco, riconosce nell'attacco industriale di Al Jourgensen — amico dai tempi dei Nine Inch Nails — l'architrave su cui si regge il suono dei Filter. "Sto diventando più pesante invecchiando, più cattivo", dichiara senza ironia. Il nuovo disco, nato dallo slancio di The Algorithm, promette di bilanciare punizione e melodie più aperte, mentre il lavoro per il cinema — "servire la storia di qualcun altro" — gratta un prurito diverso ma nasce dalla stessa compulsione: "Devo stare lavorando a qualche tipo di musica, qualunque essa sia".

Due percorsi che si specchiano: la ricerca costante di un suono che faccia male nel modo giusto, sia che accompni un film di Van Sant o che esploda dagli amplificatori di un festival. L'episodio completo è disponibile sulle principali piattaforme podcast e in video.

— Elena Verdi

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