Il panorama dell'alternative pop contemporaneo ha visto Dominic Fike emergere come una delle figure più emblematiche nell'intersezione tra sonorità lo-fi, metriche hip-hop e l'urgenza espressiva dell'indie rock. Uscito nel 2019 sotto l'egida di Columbia Records, HOW TO QUIT SMOKING si presenta come una release di 15 tracce che oscilla costantemente tra l'immediatezza del bozzetto d'autore e l'esercizio di stile. Nel percorso dell'artista statunitense, il disco rappresenta un importante fermo immagine, posizionato in quella fase embrionale in cui l'intuito melodico deve ancora trovare una sistemazione produttiva del tutto definita.
Dal punto di vista strettamente timbrico e produttivo, il lavoro fa della semplicità il suo perno centrale. Le chitarre elettriche ed acustiche - trattate con un processing essenziale che predilige lievi saturazioni valvolari e modulazioni di chorus - sostengono la quasi totalità delle impalcature armoniche. La sezione ritmica si muove su binari ibridi: drum machine scarnificate e secche si alternano a linee di basso dirette, con un missaggio che lascia la voce di Fike estremamente avanzata nel panorama sonoro. La prova vocale dell'artista si distingue per la capacità di alternare un registro parlato dal timbro graffiante a repentine aperture in falsetto, sfruttando una compressione dinamica molto evidente che ne esalta i respiri e l'attacco delle sillabe.
Analizzando i brani della scaletta, l'apertura affidata a Wallflower chiarisce subito le coordinate del progetto: una progressione di chitarra pulita introduce un ritornello melodicamente efficace, sorretto da una linea di batteria minimale e da controcanti ben bilanciati nei canali stereo. Il passaggio a Track 2 segna un cambio di passo ritmico, in cui la frequenza del basso acquista tridimensionalità, spingendo il pezzo verso incastri metrici più serrati e ritornelli ad alto impatto radiofonico. Più avanti nell'ascolto, Track 7 evidenzia la natura più sperimentale e frammentaria dell'album: costruita su un arpeggio sospeso e ambienti vocali stratificati, la traccia rinuncia alla classica struttura strofa-ritornello per svilupparsi come un'idea aperta, interrompendosi prima di un effettivo climax.
Il limite principale di HOW TO QUIT SMOKING risiede proprio nella coerenza dell'insieme e nella natura scarna della sua titolazione sequenziale (da Track 2 a Track 15), sintomo di una fruizione assimilabile più a un mixtape di demo che a un album in studio compiuto. Se questa scelta garantisce una notevole freschezza esecutiva, dall'altro penalizza l'organicità del disco, esponendolo a vistosi sbalzi di dinamica e a intuizioni brillanti che rimangono incompiute.
L'opera risulterà indubbiamente stimolante per chi segue l'evoluzione del bedroom pop e cerca sonorità sporche ma pop-oriented, vicine alle produzioni di artisti come Mac DeMarco o Brockhampton. Al contrario, lascerà insoddisfatti gli ascoltatori in cerca di produzioni levigate, architetture sonore complesse e forme canzone prive di sbavature.
