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Eels - Cookie Happened: l'ironia amara di Everett si fa archivio sentimentale

Eels - Cookie Happened: l'ironia amara di Everett si fa archivio sentimentale

C'è una coerenza quasi spiazzante nel quattordicesimo album in studio degli Eels, Cookie Happened, pubblicato il 16 ottobre 2026 per l'etichetta storica E Works Records. Mark Oliver Everett - l'uomo che ha fatto della propria biografia frammentata (il padre fisico quantistico, la sorella suicida, la madre morta di cancro, il cugino tra le vittime dell'11 settembre) una mitologia personale - non cerca più la redenzione, né la catarsi. Accetta, cataloga, ironizza.

Le dodici tracce scorrono come pagine di un diario tenuto con calligrafia incerta ma onesta. Clobbered apre con un pianoforte spoglio e una batteria che sembra registrata in una cantina umida: «I got clobbered by the truth / but the truth don't bruise like you». La voce di Everett, ora stabilmente nel registro baritonale, non cerca melismi; è uno strumento narrativo, spoglio di orpelli. Cap in Hand e All Forgotten proseguono su coordinate lo-fi orchestrali: archi sintetizzati, organo Farfisa, chitarre acustiche microfonate a distanza ravvicinata. La produzione - curata dallo stesso Everett con Koool G Murder e P-Boo - privilegia l'imperfezione come estetica, non come limite.

Il cuore pulsante risiede nella tripletta centrale. Bamboozled Again è un valzer storto in 3/4 che ricorda il Randy Newman più cinico, con un testo che smonta l'ottimismo tossico: «They sold me hope in a paper bag / I ate it whole and choked on the tag». Lost and Barking introduce un groove quasi Motown, basso sincopato e handclaps, mentre Everett canta la solitudine del cane che abbaia alla luna - metafora dell'artista che abbaia al vuoto. Taking Pictures, forse il picco melodico dell'album, stratifica mellotron e slide guitar su una progressione armonica che cita Pet Sounds senza mai scadere nel pastiche.

La seconda metà vira verso l'intimismo spoglio. New Story e Congratulations to Me sono scheletri acustici: voce, chitarra, rumore di fondo. One Razzle, One Dazzle recupera l'elettronica glitch di Daisies of the Galaxy, mentre I'm on Standby e Dum Dums - titolo che evoca i proiettili a espansione quanto le caramelle - chiudono con una rassegnazione che sa di pace armata. The Way I Was Made, traccia di chiusura, è un inno alla propria inadeguatezza biologica ed esistenziale: «No recalls, no warranty / just the way I was made».

Culturalmente, Cookie Happened arriva in un momento in cui la canzone d'autore «difficile» fatica a trovare spazio negli algoritmi. Eppure Everett, fedele a una carriera costruita ai margini del mainstream, dimostra che esiste ancora un pubblico per la vulnerabilità non edulcorata. L'album non cambierà la storia del rock, ma ne arricchisce un capitolo laterale, necessario. Come un biscottino della fortuna rotto: il messaggio dentro è amaro, ma la carta è scritta con eleganza.

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