I Fontaines D.C. hanno pubblicato venerdì scorso, senza preavviso, un live EP di quattro tracce intitolato Dublin Skies. Il disco cattura la seconda serata del doppio appuntamento sold-out al Royal Hospital Kilmainham di Dublino, lo scorso luglio, e arriva mentre la band è in pausa tra le date europee e il tour nordamericano che riparte a novembre.
Il cuore del progetto
Il brano d'apertura è una Six Shot Morning dilatata oltre i nove minuti, quasi il doppio della versione in studio su Skinty Fia (2022). Grian Chatten lascia spazio a un lungo passaggio strumentale dove le chitarre di Carlos O'Connell e Conor Curley si intrecciano con i synth di Conor Deegan III, mentre il batterista Tom Coll mantiene un groove ipnotico, quasi motorik. La folla canta il ritornello — "I don't want to be anything / I just want to be something" — con una partecipazione che trasforma il pezzo in un rito collettivo.
Perché ora
La scelta di Six Shot Morning come fulcro non è casuale. Negli ultimi mesi il brano ha trovato nuova vita su TikTok e nelle playlist "late night" grazie a un uso sincronizzato nella serie Netflix The Boroughs (uscita a settembre), che ha portato il catalogo della band a un pubblico più giovane. L'EP live serve da ponte: mantiene alta l'attenzione senza promettere un album nuovo prima del 2027, come ha lasciato intendere Chatten in una rara intervista a NME ad agosto.
Cosa aspettarsi
Le altre tre tracce — Big Shot, Jackie Down the Line e una Nabokov quasi interamente acustica — mostrano una band che sul palco si concede rischi che in studio evita. Il missaggio, curato da Dan Carey, mantiene l'urgenza della sala senza pulire gli spigoli. Per i fan italiani, l'appuntamento più vicino resta il 14 novembre al Mediolanum Forum di Assago: l'unica data nel nostro paese del tour 2026/27, già sold-out da mesi.