Francesca Michielin torna a sorprendere con un progetto che spoglia la sua produzione più recente per restituirla all'essenziale. Nelle ultime quarantotto ore l'artista ha confermato tramite i suoi canali ufficiali l'avvio di "Cani sciolti - Acustico", una tournée teatrale che toccherà quindici città italiane tra febbraio e aprile 2027.
Un album ripensato per il vivo
Il disco del 2023, prodotto con Dardust e arricchito da collaborazioni come quella con Vasco Brondi in "Una spada nella roccia", ha mostrato una Michielin capace di intrecciare elettronica, folk e canzone d'autore senza perdere coerenza. Il nuovo formato acustico nasce dall'esigenza, raccontata dalla stessa cantautrice in una diretta Instagram giovedì sera, di "ritrovare le canzoni nella loro forma prima, quella che nasce in camera con la chitarra o il pianoforte".
La scaletta prevede l'esecuzione integrale di "Cani sciolti" riarrangiata per quartetto d'archi, pianoforte, chitarre e percussioni minimali, con spazio per brani del repertorio precedente riletti nella stessa chiave. "Una spada nella roccia" sarà uno dei momenti centrali dello spettacolo: la versione originale, densa di synth e campioni, lascia posto a un dialogo tra voce, violoncello e una chitarra acustica che ne evidenzia la struttura armonica atipica.
Teatri invece di palazzetti
La scelta dei teatri — dal Comunale di Bologna al Verdi di Firenze, dal Petruzzelli di Bari al Regio di Parma — risponde a una ricerca di intimità acustica impossibile nei grandi spazi. I biglietti saranno disponibili dalla prevendita fan club del 4 novembre e dalla vendita generale del 7. I prezzi oscillano tra i 35 e i 65 euro, in linea con la politica di accessibilità che Michielin persegue da anni.
In attesa del tour, venerdì 30 ottobre è uscita su tutte le piattaforme una versione piano e voce di "Una spada nella roccia", registrata in presa diretta presso lo studio Esagono di Rubiera. Il brano, che nel testo intreccia riferimenti arturiani e fragilità contemporanea, guadagna in questa veste una tensione nuova: la metafora della spada che non si estrae diventa ancora più tangibile quando a sorreggerla sono solo pochi accordi e una voce che non cerca effetti.