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Glee torna su Disney+ e Hulu: Ryan Murphy riaccende i riflettori sul New Directions

Glee torna su Disney+ e Hulu: Ryan Murphy riaccende i riflettori sul New Directions

Ci sono serie che non muoiono mai, si limitano a cambiare spartito. Glee, il fenomeno che tra il 2009 e il 2015 ha trasformato i corridoi del liceo McKinley in un palcoscenico planetario, sta per tornare. La notizia, anticipata da Entertainment Tonight e confermata da fonti vicine a 20th Television, ha fatto sobbalzare una generazione intera di Gleeks: Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan — il trio creativo dietro le prime due stagioni — hanno firmato per un reboot destinato a Disney+ e Hulu.

Murphy non ha usato mezzi termini: Abbiamo una sceneggiatura. Io, Brad e Ian — che abbiamo scritto tutte le prime due stagioni — abbiamo scritto qualcosa. Sono stato in contatto con circa dieci membri del cast originale. È molto dolce, e tutti avevano molte domande, ma tutti erano molto entusiasti all'idea. Parole che sanno di riunione di famiglia più che di operazione commerciale.

Il curriculum della serie originale parla da solo: sei stagioni, 121 episodi, una colonna sonora che ha macinato certificazioni platino come se fossero coriandoli, e un cast diventato icona pop — da Lea Michele a Darren Criss, da Chris Colfer a Amber Riley, senza dimenticare Cory Monteith, Naya Rivera e Mark Salling, tre stelle che non ci sono più ma il cui fantasma aleggia su ogni nota di Don't Stop Believin'.

La domanda vera non è se il reboot funzionerà, ma come. Il panorama televisivo del 2026 è un altro pianeta rispetto a quello del 2009: lo streaming ha frammentato l'audience, TikTok ha riscritto le regole della viralità musicale, e la sensibilità culturale si è fatta più affilata su temi che Glee affrontava con la sottigliezza di un tamburo (identità di genere, disabilità, orientamento sessuale, razzismo). Murphy lo sa. La sua American Horror Story e Pose hanno dimostrato che sa evolvere. La scommessa è se riuscirà a tenere insieme il camp sfacciato delle origini — le cover barocche, i mashup impossibili, Jane Lynch che ruba ogni scena — con una scrittura che non suoni anacronistica.

Intanto, i fan fanno ciò che sanno fare meglio: speculano. Chi tornerà? Chi passerà il testimone a una nuova generazione di misfits? E soprattutto: quale sarà la prima canzone? Se la storia insegna qualcosa, sarà qualcosa di inaspettato. Qualcosa che vi farà alzare dal divano e cantare in cucina. Di nuovo.

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