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Harry Styles omaggia Oscar Belgal al Madison Square Garden: "Prendiamoci cura l'uno dell'altro"

Harry Styles omaggia Oscar Belgal al Madison Square Garden: "Prendiamoci cura l'uno dell'altro"

Trenta notti consecutive al Madison Square Garden. Un record che Harry Styles sta macinando con la stessa naturalezza con cui, dieci anni fa, riempiva gli stadi con i One Direction. Ma la sera del 24 ottobre, tra una As It Was e una Late Night Talking, il cantante britannico ha spento le luci dello spettacolo per accendere un faro su una storia che la musica non può ignorare.

Oscar Belgal, 28 anni, padre di un bambino di cinque. L'8 ottobre, mentre era in auto con il figlio sul sedile posteriore, è stato colpito da un agente dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) a New York. Sopravvissuto alla sparatoria, si trova ora in un centro di detenzione. Il Department of Homeland Security ha difeso l'operato degli agenti, sostenendo che stavano arrestando un uomo con precedenti penali e che erano "consapevoli" della presenza del bambino in auto, come riportato dalla BBC.

Styles, che nella Grande Mela sta scrivendo un pezzo di storia live, ha scelto di non voltarsi dall'altra parte. Microfono in mano, voce ferma, ha chiesto al pubblico di fermarsi un istante: "Voglio solo che ci prendiamo un momento per pensare a Oscar Belgal stasera, e voglio che pensiamo e ricordiamo di prenderci cura l'uno dell'altro".

Non una predica, non uno slogan. Una constatazione nuda: "Spetta a noi rendere le città in cui viviamo i luoghi che vogliamo vedere, ed è compito nostro fare del mondo un posto che vogliamo vedere e lasciare ai nostri figli". Poi l'invito, semplice e radicale: "Continuate a prendervi cura l'uno dell'altro. E ricordate: i vostri amici, le persone che amate, quelle che non vi somigliano e non sono nate dove siete nati voi, meritano rispetto, amore, dignità e giustizia".

La residenza newyorkese — partita a fine agosto — ha già regalato momenti diventati virali: l'omaggio a Dolly Parton con Jolene, il riferimento al matrimonio di Taylor Swift celebrato proprio al Garden. Ma questo intervento ha un peso diverso. Arriva mentre il tour "Together, Together" — nome che ora suona quasi profetico — ha appena chiuso dodici serate da record a Wembley, Londra.

Styles non è nuovo a usare il palco come piazza. Lo fece nel 2017 a Manchester dopo l'attentato all'Arena, lo fa ora a New York mentre il dibattito sull'immigrazione e sull'uso della forza da parte delle autorità federali infiamma l'America. La sua non è politica partitica: è politica nel senso più alto, quello della polis, della comunità che si riconosce fragile e per questo si stringe.

Quando le luci si riaccendono e la band riparte con Watermelon Sugar, il pubblico canta più forte. Qualcuno ha gli occhi lucidi. Non per la canzone. Per quella frase — "prendiamoci cura l'uno dell'altro" — che suona come una promessa, o forse come l'unica resistenza possibile.

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