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Il suono del terrore: la colonna sonora di 'American Horror Story 13' tra nostalgia e demoni

Il suono del terrore: la colonna sonora di 'American Horror Story 13' tra nostalgia e demoni

L'universo grottesco, patinato e inquietante creato da Ryan Murphy ha sempre riposto nella musica un ruolo centrale, eleggendola a vero e proprio personaggio invisibile. Con l'esordio della tredicesima stagione — intitolata semplicemente American Horror Story: 13 e concepita come una sorta di crossover "greatest hits" — il comparto sonoro torna a essere il filo conduttore ideale per cucire insieme oltre un decennio di narrazione e incubi televisivi.

Fin dai primi episodi, la selezione musicale curata dalle music supervisor Amanda Krieg Thomas e Francesca Harding dialoga in modo serrato con la partitura originale dei veterani Mac Quayle e James S. Levine. La trama, che segue le vicende dell'operatore sanitario Ben DeSoto (Joey Pollari) trascinato nel mondo di Constance Langdon e di un sinistro attico a Manhattan, fonde la mitologia di stagioni iconiche come Murder House, Coven, Hotel e Cult. E la colonna sonora risponde con colpi di genio filologici e scelte stilistiche mai casuali.

Nel primo episodio spicca l'inclusione di "Thirteen" di Johnny Cash, un evidente richiamo numerologico al titolo della stagione, affiancata dalla maestosa oscurità della Sonata al chiaro di luna di Beethoven. Il secondo episodio alza la posta sul fronte della musica colta inserendo il primo movimento del "Trillo del Diavolo" di Giuseppe Tartini, celebre sonata per violino legata alla leggenda di un patto demoniaco: un riferimento d'autore perfetto per le atmosfere esoteriche della serie.

Ma è la chiusura del pilot a regalare il brivido più grande ai fan della prima ora: il ritorno di "Tonight You Belong To Me" nella celebre versione del 1956 firmata da Patience & Prudence. Non si tratta di un semplice brano d'epoca, ma del vero e proprio DNA sonoro del franchise. La traccia accompagnava infatti lo storico episodio pilota di Murder House nel 2011 ed era già riemersa nel finale di Apocalypse nel 2018. Riascoltarla oggi conferma la capacità di Ryan Murphy di trasformare candide canzoni pop di metà Novecento in veicoli di pura inquietudine, chiudendo un cerchio narrativo e musicale lungo dodici anni.

In attesa di scoprire i brani che accompagneranno il finale di stagione a fine ottobre, American Horror Story: 13 ribadisce una lezione fondamentale: nella televisione di culto, l'orrore passa prima di tutto attraverso le orecchie.

articolo a cura di Luca Bianchi

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