C'è un filo sottile che lega la cura alla cultura. Lo sa bene VIDAS, che da anni trasforma l'assistenza palliativa in un atto di dignità umana, e lo dimostra ancora una volta con INCONTRO, il suo festival culturale che dal 22 al 26 maggio abita gli spazi del Teatro Franco Parenti di Milano. Cinque giorni, quindici appuntamenti, un'unica premessa: la bellezza non è decorazione, è necessità.
Quest'anno il programma strizza l'occhio a chi la musica la vive come colonna sonora dell'esistenza. Si parte giovedì 22 con Le note della memoria: il compositore Teho Teardo e lo scrittore Alessandro Baricco intrecciano chitarra e voce in un reading musicato su testi inediti, esplorando come il suono possa custodire ciò che le parole lasciano sfuggire. Venerdì tocca a Diodato, che in Canzoni da camera spoglia i suoi brani più noti per rivelarli in versione acustica, tra aneddoti di tournée e confessioni sul mestiere di cantautore.
Il weekend alza il volume. Sabato pomeriggio Colonne sonore invisibili porta sul palco l'ensemble Sentieri Selvaggi per eseguire dal vivo le musiche originali composte per i documentari di VIDAS: un lavoro di Lorenzo Tomio e Francesca Gaza che trasforma storie di fine vita in partiture di sorprendente leggerezza. Domenica mattina spazio a Libri che suonano: Paolo Cognetti e Vasco Brondi dialogano su montagna, solitudine e quella strana alchimia per cui un romanzo chiede una chitarra per essere finito.
Chiusura lunedì 26 con L'ultima playlist, progetto partecipativo: il pubblico è invitato a consegnare il brano che vorrebbe accompagnare i propri ultimi giorni. Una playlist collettiva, curata da Costanza Francavilla, che diventerà patrimonio sonoro dell'archivio VIDAS.
Biglietti a offerta libera (da 5 euro), prenotazione obbligatoria. Perché la cultura, come la cura, funziona solo se ci si incontra davvero.
