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James Franco, Rob Lowe e Jennifer Jason Leigh nel nuovo film targato Ben Shapiro: quando Hollywood incontra la destra americana

James Franco, Rob Lowe e Jennifer Jason Leigh nel nuovo film targato Ben Shapiro: quando Hollywood incontra la destra americana

C'era una volta una linea, sottile ma percepibile, che separava l'industria dell'intrattenimento dalla politica partitica. Quel confine, oggi, sembra sempre più sfumato. L'annuncio del nuovo film scritto da Ben Shapiro per The Daily Wire — con James Franco, Rob Lowe e Jennifer Jason Leigh nel cast — riaccende il dibattito su quanto il cinema mainstream sia disposto a farsi veicolo di narrazioni ideologiche.

Shapiro, fondatore del sito conservatore The Daily Wire e voce tra le più influenti della destra americana, ha costruito negli anni una vera e propria factory cinematografica alternativa a Hollywood. L'obiettivo dichiarato: produrre contenuti che sfidino la «cultura woke» dominante. Finora il risultato sono stati thriller a basso budget e documentari polemici. Questo progetto, però, alza l'asticella: nomi di richiamo, budget più consistenti, ambizioni distributive diverse.

La presenza di Jennifer Jason Leigh è l'elemento che fa più rumore. L'attrice, storicamente vicina a posizioni progressiste — ferrea oppositrice dell'amministrazione Bush e della destra religiosa — ha sorpreso molti schierandosi apertamente a favore di Israele dopo il 7 ottobre. Ha firmato la lettera aperta che condannava il discorso agli Oscar di Jonathan Glazer, regista de La zona d'interesse, colpevole di aver criticato l'occupazione palestinese e l'offensiva su Gaza. Una posizione che, nei fatti, la allinea a Shapiro su uno dei dossier più divisivi della politica internazionale.

Ma le tensioni non si fermano al cast. Il precedente di Pawn Shop, altro titolo targato Daily Wire, è ancora fresco. Le riprese a Livingston, Montana, avevano scatenato proteste locali: il film racconta di un agente ICE in fuga dopo uno scontro violento, trama che in molti hanno letto come un riferimento velato alla sparatoria di Renée Good a Minneapolis. Danny Trejo, volto noto e storico attivista per i diritti degli immigrati, era nel cast. La sua partecipazione aveva provocato un'ondata di critiche. Trejo aveva poi precisato a TMZ: «Sono un messicano orgoglioso, sempre dalla parte della mia comunità. Ovviamente pro-immigrati. Non sono pro-ICE». Il figlio aveva aggiunto che il padre non sapeva dell'implicazione di Shapiro quando aveva firmato, e che vincoli contrattuali gli impedivano di uscire dal progetto o criticarlo pubblicamente.

C'è poi il capitolo Jonathan Majors. Dopo la condanna per aggressione e molestie nel 2023, l'ex stella Marvel aveva trovato rifugio proprio in una produzione Daily Wire, Run Hide Fight: Infidels. Un segnale chiaro: l'etichetta di Shapiro sta diventando un porto sicuro per chi viene escluso dal sistema tradizionale, per motivi politici o personali.

Il nuovo film — ancora senza titolo ufficiale — segna un salto di qualità. Non più solo rifugio per «cancellati», ma tentativo di competere sul piano industriale. La domanda resta: il pubblico premierà il prodotto o punirà l'etichetta? In un'America dove ogni scelta culturale è voto politico, anche andare al cinema è diventato un atto di schieramento.

— Sara Bianchi

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