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Julia Jacklin e l'arte di arrendersi al cambiamento: "The Gem" brilla nella sua nuova luce

Julia Jacklin e l'arte di arrendersi al cambiamento: "The Gem" brilla nella sua nuova luce

C'è un motore che ronza sotto le canzoni di Julia Jacklin da sempre, ed è l'ansia. Quella tensione costante tra testa e cuore che ha reso Crushing (2019) un caso discografico e Pre Pleasure (2022) una conferma della sua capacità di trasformare il disagio intimo in arte universale. I suoi personaggi bivaccano negli angoli, si parlano addosso, si preparano a qualcosa di grande o si smembrano per qualcosa di minuscolo. "Non so come continuare ad amarti, ora che ti conosco così bene", ripeteva ossessiva su "Head Alone", spostando l'accento su ogni parola finché il peso non diventava asfissiante.

Con The Gem, il suo quarto lavoro in studio per 4AD, qualcosa si sposta. Non è una rivoluzione sonora — gli arrangiamenti restano larghi, avvolgenti, quel cuscino morbido contro le sue intuizioni taglienti — ma una mutazione di prospettiva. Jacklin si arrende all'idea del cambiamento, e questa resa non suona come sconfitta. Suona come maturità.

Ascoltate "The Hardest Thing": "La cosa più difficile è crederci quando dico ti amo / La cosa più difficile è restare qui cercando di convincerti". Il ritornello morde ancora, ma c'è una consapevolezza nuova. Non c'è solo la spirale del dubbio, c'è la distanza necessaria per osservarla. Lo stesso vale per la title track: "Allontanati da me, credo che presto ti amerò", un mantra nervoso che però non si chiude in se stesso, si apre all'inevitabile.

La produzione — curata ancora una volta con Marcus Paquin — lascia respirare le canzoni. Chitarre che si intrecciano senza urgenza, ritmiche che ondeggiano, la voce di Jacklin che passa dal sussurro al graffio con naturalezza disarmante. Brani come "Don't Let The Light In" o "Saltwater" mostrano una scrittura che non ha paura della semplicità, perché sa che la verità sta tutta lì, nuda.

Essere dentro la testa di Julia Jacklin continua a sembrare di assistere a una litigata familiare: scomodo, vero, necessario. Ma le canzoni di The Gem sono diventate coperte più grandi, abbastanza ampie per coprire anche chi ascolta. L'ansia non è sparita — sarebbe falso, e Jacklin non mente mai — ma ha smesso di essere l'unica protagonista. Ora divide la scena con la prospettiva. E questa, per un'artista che ha fatto del conflitto interiore la sua cifra stilistica, è la gemma più preziosa.

— Elena Verdi

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