Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Kid Francescoli - A Kind Wave: la carezza synth-pop che sa di già sentito

Kid Francescoli - A Kind Wave: la carezza synth-pop che sa di già sentito

Sono passati tre anni da Sunset Blue e Mathieu Hocine torna con la sua creatura Kid Francescoli consegnando undici brani che profumano di mare, notti estive e quella malinconia da after-hours che ne ha fatto un punto di riferimento per il dream-pop francoborghese. A Kind Wave fa esattamente ciò che ci si aspetta: synth vellutati, chitarre jangly appena accennate, bassline che ondeggiano tra Giorgio Moroder e i primi M83, voce sussurrata al limite del falsetto. Il problema è che lo fa senza più sorprendere.

La produzione è impeccabile, quasi clinica: ogni frequenza trova il suo spazio, il missaggio privilegia la larghezza stereofonica e le dinamiche restano compresse dentro un range rassicurante. È pop da cuffie di alta gamma, pensato per non disturbare mai. "Summer Days" apre con Andréa in featuring: il duetto funziona, le armonie vocali si intrecciano su un arpeggio di Rhodes che cita i Prefab Sprout, ma il ritornello si scioglie in un hook che hai già dimenticato prima della seconda strofa. Stesso copione per "The Groove", sempre con Andréa: il titolo promette ritmo, la realtà consegna un mid-tempo funky-lite dove il basso sintetico fa il grosso del lavoro mentre la melodia vocale gira su se stessa senza trovare una risoluzione memorabile.

I momenti migliori arrivano quando Hocine abbassa la guardia. "Don't Get On The Plane" costruisce tensione su un ostinato di piano minimale e una cassa in quarti che ricorda i The xx più notturni; il bridge si apre in un coro a tre voci che finalmente giustifica la durata del brano. "Do Meu Coração", con Samantha Alma Real, introduce un portoghese sussurrato su chitarra nylon e pad analogici: l'arrangiamento spoglia il superfluo e la melodia, semplice ma non banale, resta in testa. Peccato che l'album chiuda con "Here", ennesimo featuring di Andréa, che ricicla la stessa tavolozza timbrica dei brani precedenti senza aggiungere nulla.

Songwriting solido ma prevedibile: strutture strofa-ritornello-strofa-bridge-ritornello, armonie diatoniche con rari accordi presi in prestito dal jazz-pop (qualche nona maggiore, un paio di minori settimi), testi che ruotano attorno a partenze, ritorni, amori a distanza. Nulla di male, ma nulla che non abbia già fatto meglio in With Julia o Play Me Again. La coerenza della scaletta c'è - è un flusso unico da ascoltare d'un fiato - ma è coerenza da comfort zone, non da visione.

Chi ama il suono Kid Francescoli troverà pane per i denti: è il disco perfetto per aperitivi al tramonto, viaggi in treno, playlist "chill vibes". Chi cerca evoluzione, rischio, una scrittura che graffi invece di accarezzare, resterà deluso. Rispetto alla discografia, A Kind Wave è un laterale ben calciato in area di rigore: tecnico, pulito, ma senza la forza per finire in rete.

Voto: 6.5/10. Un disco ben fatto che suona come una raccolta di B-side lucidate a specchio. Hocine sa il fatto suo, ma qui gioca in difesa.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.