EDITORIALE | LA CRISI INVISIBILE
L'Italia che trema: tra radar nei Balcani e appalti truccati a Siracusa, il Paese reale affonda nel silenzio
Il paradosso della difesa
Guido Crosetto, ministro della Difesa, annuncia con orgoglio marziale l'installazione di radar nei Balcani per "difendere anche l'Italia". Una mossa geopolitica, ci dicono, per monitorare i cieli orientali e intercettare minacce ibride. Peccato che, mentre lo sguardo è puntato oltre l'Adriatico, la polvere sotto il tappeto di casa nostra si alza in nuvole tossiche. A Siracusa, la procura indaga il sindaco Francesco Italia per appalti truccati: un sistema collaudato di favori, giri di denaro, imprenditori compiacenti. La solita, banale, devastante normalità.
Due Italie, nessuna vera
C'è un filo rosso che lega il radar di Crosetto all'inchiesta di Siracusa, ed è l'ipocrisia di un Paese che continua a raccontarsi una storia che non gli appartiene. L'Italia ufficiale è quella dei vertici Nato, delle conferenze europee citate dal Corriere del Ticino, delle dichiarazioni solenni su sicurezza e stabilità. L'Italia reale è fatta di comuni svuotati, di opere pubbliche che nascono morte, di un Mezzogiorno dove la legalità è variabile dipendente dal potere di turno. Non è una novità, direte. Ed è proprio questo il punto: l'assuefazione è la vera notizia.
Il clima non fa sconti a nessuno
E mentre i generali pianificano e i sindaci trafficano, arriva l'El Niño a ricordarci chi comanda davvero. iLMeteo.it fa chiarezza: l'inverno italiano sarà anomalo, estremi climatici, piogge violente, siccità alternate ad alluvioni. Il cambiamento climatico non legge i comunicati stampa della Farnesina, non rispetta i confini dei radar balcanici, non si lascia corrompere da un appalto truccato. È l'unico potere sovrano che ci rimane, e noi lo trattiamo come una rubrica meteo.
La sicurezza che non si compra
Crosetto ha ragione su un punto: l'Italia va difesa. Ma la difesa non si misura in frequenze radar né in euro spesi per sistemi d'arma. Si misura in asili nido che non crollano, in ospedali che funzionano, in appalti assegnati al merito e non all'amico dell'amico. Si misura nella fiducia che un cittadino di Siracusa - o di Napoli, o di Milano - ripone nelle istituzioni. Quella fiducia è il vero radar: segnala l'avvicinarsi del disastro molto prima che cada la prima bomba.
Chiusura
Guardiamo ai Balcani, facciamo conferenze, compriamo radar. Ma se non mettiamo ordine in casa nostra - se non capiamo che la corruzione a Siracusa è una minaccia alla sicurezza nazionale tanto quanto un missile ipersonico - stiamo solo lucidando l'ottone sul Titanic. L'El Niño sta arrivando. E non ha bisogno di radar per trovarci.
Giulia Ferretti
