EDITORIALE
L'Italia che trema: tra radar nei Balcani e appalti truccati a Siracusa, il Paese si scopre nudo
La sicurezza che non c'è, la legalità che affonda, il clima che non perdona
C'è un filo rosso che lega il radar nei Balcani promesso dal ministro Crosetto, l'inchiesta sugli appalti truccati a Siracusa che lambisce il sindaco, e le previsioni su un inverno segnato da El Niño. Non è cronaca: è diagnosi. Tre notizie, una sola verità: l'Italia è un paese esposto su ogni fronte, che finge di controllare l'orizzonte mentre frana sotto i piedi.
La proiezione esterna come anestetico interno
«Radar nei Balcani per difendere anche l'Italia», dichiara Guido Crosetto. La formula è rassicurante, quasi muscolare: la difesa avanza, il perimetro si allarga, la Nazione si fa scudo. Peccato che la storia italiana insegni - da Crispi a Mussolini, dalla Guerra di Libia alle missioni «di pace» nei Balcani anni Novanta - che ogni volta che Roma guarda a Est per sentirsi grande, a Ovest si allarga la voragine. I radar vedono i missili, non vedono le tangenti. Non intercettano il malaffare che a Siracusa ha trasformato la cosa pubblica in bancomat privato, con il primo cittadino indagato e un sistema di appalti pilotati che sa di ordinaria amministrazione meridionale, ma che ordinaria non è: è strutturale.
Siracusa, metafora nazionale
L'inchiesta aretusea non è un caso isolato. È la cartina di tornasole di un paese dove la legalità è variabile dipendente dal potere locale, dove il PNRR - quella manna europea che doveva modernizzarci - rischia di diventare il più grande banchetto della storia repubblicana. Il sindaco indagato non è l'eccezione: è la regola di un ceto politico che ha smarrito il pudore e la paura. E mentre i magistrati fanno il loro dovere, la politica tace, balbetta, si trincera dietro garantismi di comodo. La difesa della Costituzione non si fa con i radar, si fa con gli appalti trasparenti. Punto.
El Niño: il nemico che non si bombarda
E poi c'è il clima. El Niño, quel bambino cattivo del Pacifico, sta riscrivendo l'inverno italiano: più mite, più instabile, più estremo. I meteorologi «fanno chiarezza», ma la chiarezza vera è che nessun radar, nessun appalto, nessun decreto sicurezza può fermare l'innalzamento delle temperature, la siccità che svuota il Po, le alluvioni che cancellano intere comunità in Emilia-Romagna. La sicurezza nazionale, oggi, si chiama adattamento climatico, dissesto idrogeologico, transizione energetica. Tutto il resto è retorica da caserma.
Un paese senza scudo
L'Italia del 2024 è un paese che compra ombrelli per la pioggia che cade dentro casa. Investe in deterrenza aerea mentre le fondamenta istituzionali marciano. Guarda i Balcani per non guardare Siracusa, guarda le carte meteo per non guardare il termometro della legalità. Serve un cambio di paradigma: la sicurezza è coesione, la difesa è legalità, la sovranità è resilienza climatica. Finché non lo capiremo, ogni radar sarà solo un costoso fermaglio per una benda su un occhio che non vuol vedere.
- Alex Conti
