C'è un iPod Classic in un cassetto da qualche parte nella casa dei genitori di Federico Pecchia. Funziona ancora. Dentro ci dormono 6.543 brani, la maggior parte scaricati quando «scaricare» era un verbo sovversivo e non un abbonamento mensile. È da quel dispositivo — relicario di un'adolescenza intera — che parte Liquida, il nuovo podcast di Rockit in collaborazione con Awen Sound Lab.
Otto puntate. Una per ogni tappa di una rivoluzione che non ha avuto sparatorie né barricate, solo un algoritmo di compressione e una canzone-test: Tom's Diner di Suzanne Vega, la prima voce umana ridotta a bit senza perdere l'anima. Karlheinz Brandenburg l'ha ascoltata migliaia di volte, ossessivamente, nel laboratorio di Erlangen. Ogni artefatto, ogni sibilo, ogni perdita di alta frequenza era un fallimento. Fino a quando non lo fu più.
Pecchia — voce e scrittura — non si accontenta della versione da manuale. Risale la Val di Susa fino a casa di Leonardo Chiariglione, l'ingegnere torinese che fondò il Moving Picture Experts Group. È lì che lo standard MPEG-1 Layer III diventò MP3, e con lui la musica smise di essere oggetto per diventare flusso. Niente più copertine da leggere mentre il disco girava. Niente più attesa. Tutto, subito, ovunque.
Il podcast, prodotto da Dario Falcini con sound design di Samuel Salerni e Claudio Marasco, evita la trappola del «c'era una volta». Non c'è rimpianto nella voce di Pecchia, semmai stupore: come un file da pochi megabyte abbia potuto contenere l'intera industria discografica, svuotarla, ricostruirla sotto forma di streaming. Liquida non racconta la morte del supporto fisico. Racconta la nascita della musica senza peso.
La prima puntata è già su tutte le piattaforme. Le altre sette arriveranno a cadenza settimanale. Ascoltarle in cuffia, magari camminando, è il modo migliore per capire che la rivoluzione non è finita: l'abbiamo solo messa in playlist.
