Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

LISA: tra i brividi di Las Vegas, il saluto thai che conquista il mondo e l'ossessione Labubu

LISA: tra i brividi di Las Vegas, il saluto thai che conquista il mondo e l'ossessione Labubu

Quando LISA varca la soglia del Therapuss podcast di Jake Shane, non c'è traccia della diva che ha appena strappato un Moon Person agli MTV Video Music Awards 2026 per "Dream" — il brano apripista di Alter Ego, il suo debutto solista uscito lo scorso anno. C'è invece una ventinovenne che ammette, senza filtri: "Ero terrorizzata all'idea della residency".

Sei serate al Colosseum del Caesars Palace, Las Vegas, a partire dal 12 novembre. Un traguardo che farebbe tremare i polsi a chiunque, ma che per Lalisa Manobal assume un peso specifico tutto particolare: è la prima artista K-pop femminile a firmare una residency in solitaria nella città del peccato. "Poi ho vinto il VMA e ho debuttato 'SaWaDiKa' sul quel palco", racconta, "e qualcosa è scattato. Adesso penso: ok, non vedo l'ora".

Il saluto che diventa manifesto

"SaWaDiKa" — che in thailandese è la prima parola che dici quando incontri qualcuno, il "ciao" gentile, rispettoso, femminile — ha esordito al numero 69 della Billboard Hot 100 ed è il biglietto da visita del nuovo EP Press Play, sei tracce uscite da poco. "Volevo che fosse il primo singolo perché l'album intero affonda le radici in Thailandia", spiega LISA, che per riconnettersi alle sue origini ha trascorso sei-sette mesi a Bangkok tra street food, mercati notturni e le strade dove è cresciuta prima di volare a Seul a quattordici anni per diventare trainee YG.

La collaborazione con Rosalía, accennata nell'intervista, conferma un'apertura sonora che va oltre i confini del K-pop canonico: flamenco urbano, pop globale, radici thai. Un ibrido che solo lei, oggi, può permettersi di firmare.

L'invasione dei Labubu

Ma la rivelazione più disarmante arriva quando Jake Shane le chiede dei Labubu, quei peluche dal sorriso storto e gli occhi sporgenti che hanno scatenato una febbre collettiva tra collezionisti e fan. "Non ne avevo mai sentito parlare", confessa LISA ridendo, "adesso non ho più spazio per camminare in casa. Ne ho ovunque. Mi guardano mentre dormo".

Da fenomeno di nicchia a ossessione mainstream, i Labubu — nati dalla matita dell'artista di Hong Kong Kasing Lung per la linea Pop Mart — hanno trovato in LISA l'ambasciatrice involontaria perfetta. Ogni suo post, ogni story con i «mostriciattoli» scatena sold-out immediati negli store asiatici e occidentali.

Il cerchio si chiude

Tra prove coreografiche intensive, fitting per costumi che promettono di essere spettacolari quanto i suoi video, e la gestione di un impero commerciale che spazia dalla moda (Celine, Bulgari) ai peluche, LISA affronta il debutto a Las Vegas con la consapevolezza di chi ha già vinto la partita più difficile: restare se stessa mentre il mondo le chiede di essere tutto, ovunque, subito.

"VIVA LA LISA" non è solo un titolo. È una dichiarazione d'intenti. E se i Labubu le rubano lo spazio sul tappeto, beh, è il prezzo da pagare quando diventi un'icona pop globale senza smettere di essere semplicemente Lalisa.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.