A sei anni di distanza dal precedente lavoro in studio, il duo francese Mansfield.TYA firma con Monument ordinaire (pubblicato per Warriorecords nel 2021) un disco che rappresenta un'efficace sintesi tra la chanson d'autore transalpina e un'elettronica essenziale, di matrice synth-pop e darkwave.
Sul piano strettamente produttivo, l'album si distingue per un missaggio asciutto e chirurgico, dove le frequenze basse dei sintetizzatori analogici sostengono strutture ritmiche scheletriche, quasi meccaniche. A questa griglia elettronica rigida si contrappone l'uso sapiente delle corde e della voce, creando un contrasto dinamico di notevole fattura. Non c'è la saturazione d'ambiente tipica di certa synthwave moderna: qui il vuoto è uno strumento compositivo a tutti gli effetti, e ogni timbro occupa un punto preciso nello spazio stereofonico.
Analizzando la scaletta, l'apertura affidata a "L'acqua fresca" mette subito in chiaro l'approccio: un'impalcatura minimale su cui si innestano linee vocali sospese e delicate. Il cambio di passo si avverte con "Auf Wiedersehen", brano sorretto da una linea di basso sintetico pulsante in sedicesimi, dove la cassa dritta guida un ritornello ossessivo. Qui la produzione gioca su riverberi corti sul rullante e synth taglienti che richiamano la lezione della coldwave anni '80.
Punto focale del disco è "Une danse de mauvais goût", traccia in cui la cadenza quasi parlata del verso sfocia in un ritornello sinistro e ballabile, arricchito da sovrapposizioni vocali sapientemente equalizzate per creare un effetto straniante. In "Les filles mortes", invece, il duo spoglia l'arrangiamento da ogni pulsione ritmica, affidandosi a droni sintetici e armonie vocali stratificate che mettono a nudo la componente più tragica ed elegiaca della loro scrittura.
La tenuta della scaletta nelle sue 12 tracce mostra una coerenza invidiabile: l'alternanza tra episodi più tirati e momenti di quiete tesissima evita la monotonia senza mai uscire dai confini estetici prefissati. La prova vocale è volutamente priva di virtuosismi accademici, puntando piuttosto su una recitazione drammatica, talvolta sussurrata, talvolta metallica, perfettamente integrata con la natura elettronica dei brani.
Monument ordinaire è un lavoro destinato agli amanti del pop alternativo e della synthwave minimale. Potrebbe invece scontentare chi cerca sonorità pop solari, produzioni calde ed esuberanti o strutture strofa-ritornello di stampo tradizionale. È un album rigoroso, coerente e privo di sbavature.
Voto: 7.8/10 - Un disco di grande rigore formale e forte identità, penalizzato soltanto da una leggera prevedibilità timbrica nella seconda metà della scaletta, ma sorretto da un songwriting di rara eleganza oscura.
