Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

megiapa: "Intentions", il debutto su International Anthem tra R&B, jazz e elettronica notturna

megiapa: "Intentions", il debutto su International Anthem tra R&B, jazz e elettronica notturna

C'è una frase che ricorre spesso nelle interviste a megiapa: "Ho iniziato pasticciando sui giradischi con mio fratello". È l'origine di tutto, il seme da cui è germogliato un suono che oggi, con Intentions, trova la sua prima casa ufficiale su International Anthem, l'etichetta di Chicago che da anni fa da ponte tra jazz spirituale, elettronica di frontiera e tutto ciò che sta in mezzo.

L'album, in uscita nel 2026, non è un punto d'arrivo ma una fotografia nitida di un percorso che la musicista di Los Angeles sta tracciando da quasi un decennio. Chi ha seguito le sue uscite precedenti — l'EP (parenthesis) del 2016, Backed e In the Heat of the Light (2019) — riconoscerà subito la sua cifra stilistica: ritmi che barcollano come passi ubriachi, melodie sfumate che sembrano sciogliersi al sole, una voce che spesso rinuncia alle parole per diventare puro strumento, tra beatboxing e vocalizzi eterei.

Ascoltare Scandinavianswimmers, il brano simbolo di quel primo EP, significa capire subito la grammatica di megiapa: una base ritmica che si erode sotto colpi di campanelli, campioni vocali che galleggiano, un groove che non sta fermo un secondo. È IDM che flirta con l'R&B più astratto, jazz che si fa elettronica da camera, tutto filtrato attraverso un'attitudine da "bambina che scopre il mondo". Non a caso, la stessa artista definisce il suo approccio "whimsy and improvisation": capriccio e improvvisazione, due parole che in italiano suonano ancora più vive.

Intentions allarga il perimetro. Le collaborazioni con figure come Makaya McCraven e Ben LaMar Gay — pilastri della scena sperimentale di Chicago — hanno lasciato tracce profonde: c'è più respiro, più spazio per il "suono della stanza", per quell'imperfezione cercata che rende ogni traccia una performance unica, irripetibile. Non è musica programmata al millimetro; è musica suonata, anche quando nasce da un laptop e da una pila di vecchi dischi rap.

Il risultato è un album che si ascolta meglio a luci spente, magari mentre la città fuori dorme. Brani che non chiedono attenzione, la pretendono con la gentilezza di chi ti sussurra un segreto all'orecchio. In un panorama dove l'R&B alternativo spesso insegue la perfezione da playlist, megiapa sceglie la strada opposta: l'errore come bellezza, la deriva come bussola.

International Anthem, del resto, non poteva scegliere ambasciatrice migliore per la sua visione: un'etichetta che pubblica Jeff Parker accanto a Kaitlyn Aurelia Smith, dove il confine tra generi non esiste perché non è mai stato tracciato. Intentions sta esattamente lì, in quel territorio franco dove la nostalgia per i campioni rap dell'infanzia convive con l'audacia di un jazz che non ha paura di sporcarsi le mani con l'elettronica più glitch.

Non è un disco facile. Ma i dischi facili, si sa, si dimenticano in fretta. Questo no. Questo resta addosso, come l'umidità di una notte d'agosto a Los Angeles.

— Sara Bianchi

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.