Quando Nevermind uscì il 24 settembre 1991, la Geffen Records ne stampò 46.251 copie. Ne bastarono poche settimane per capire che quel numero era ridicolo: l'album avrebbe venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo, diventando la colonna sonora di una generazione e il simbolo dello spostamento dell'asse musicale da Los Angeles a Seattle.
La prima riedizione significativa arrivò nel 1992 con Nevermind It's an Interview, un promo per le radio che accostava brani dell'album a un'intervista a Kurt Cobain e Krist Novoselic. Un oggetto da collezionisti, più che un'edizione per il grande pubblico.
Bisognò attendere il ventennale, nel 2011, per vedere la prima vera operazione di catalogo ragionata. La Geffen/Universal pubblicò quattro versioni: la standard rimasterizzata da Bob Ludwig, un'edizione Deluxe (2 CD con B-side, rehearsal e il live al Paramount Theatre di Seattle), una Super Deluxe (4 CD + 1 DVD che aggiungeva i concerti di Amsterdam, Del Mar e Melbourne, più i video ufficiali) e un cofanetto in vinile 180 grammi. Il remastering di Ludwig, pur rispettoso, fu criticato per una compressione eccessiva, figlia della "loudness war" ancora imperante.
Il trentennale, nel 2021, alzò ulteriormente l'asticella. La Super Deluxe da 8 LP (più 7" per "Endless, Nameless") e 5 CD rappresenta l'edizione definitiva: include i quattro concerti completi del tour 1991-92, le sessioni BBC, le prove al Music Source di settembre '91, i mix originali di Butch Vig mai pubblicati e un libro di 40 pagine con foto inedite di Charles Peterson e saggi di Gillian Gaar. Il remastering, affidato a Bernie Grundman dai nastri analogici originali, restituisce dinamica e respiro che il master 2011 aveva sacrificato.
Tra le due anniversarie, va segnalata l'edizione "Limited Edition" 2019 per il Record Store Day: il solo album su vinile arancione translucido, oggi quotato oltre 200 euro sul secondario.
Culturalmente, ogni riedizione ha raccontato un rapporto diverso con l'eredità di Cobain. Quella del 2011 sembrava ancora in cerca di una narrazione; quella del 2021 assume i contorni dell'archeologia industriale, documentando non solo la nascita di un capolavoro ma la fine di un'epoca. Il voto tiene conto della completezza documentale e della qualità dell'ultimo remastering, penalizzando solo la frammentazione commerciale che costringe i fan a scegliere tra formati.
Voto: 9/10
Marco Rota
