Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Ottobre 2026 al cinema: le colonne sonore che non vediamo l'ora di sentire

Ottobre non è solo il mese in cui le foglie cambiano colore e le playlist si tingono di malinconia autunnale. È anche il momento in cui le major scatenano l'artiglieria pesante per la stagione dei premi, e il cartellone 2026 non delude chi cerca al cinema quella sinergia perfetta tra immagine e suono.

Partiamo dall'evento più atteso: "The Sound of Silence", il biopic su Nick Drake diretto da Luca Guadagnino. Timothée Chalamet non si limita a interpretare il cantautore inglese — ha passato sei mesi a studiare il suo fingerpicking peculiare, quel modo di accordare la chitarra in open tuning che rendeva ogni brano un enigma irrisolto. La colonna sonora, curata da Jonny Greenwood, promette di essere un'opera a sé stante: non una raccolta di cover, ma una rilettura orchestrale che parte dai nastri originali di Pink Moon per arrivare a territori inesplorati.

Sul versante blockbuster, "Neon Dreams" di Denis Villeneuve adatta il graphic novel di Becky Cloonan con una colonna sonora firmata da Hildur Guðnadóttir. La compositrice islandese, reduce dall'Oscar per Joker, ha costruito un paesaggio sonoro che fonde synth analogici anni '80, cori bulgari e percussioni industriali. Il risultato? Qualcosa a metà tra Vangelis e i Godspeed You! Black Emperor.

Non mancano le sorprese: "Vinyl", esordio alla regia di Jack White, racconta la nascita di un'etichetta discografica immaginaria nella Detroit dei primi anni '60. Il musicista dei White Stripes ha scritto, diretto e musicato il film, reclutando un cast che include St. Vincent nei panni di una session singer tormentata e André 3000 come produttore visionario. La colonna sonora, registrata interamente in analogico su nastro a 8 piste, uscirà su Third Man Records in edizione limitata vinile colorato.

Chiude il cerchio "Opera", thriller psicologico di Dario Argento (sì, il maestro dell'horror è tornato a 86 anni) ambientato nel mondo della lirica contemporanea. La partitura, affidata a Mica Levi, trasforma arie pucciniane in incubi sonori destrutturati. Un film che dimostra come la musica al cinema possa essere non solo commento, ma vero e proprio personaggio.

Insomma: preparate le cuffie, perché questo ottobre si guarda con le orecchie.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.