C'è una genealogia precisa che lega le strade di Vallejo a quelle di Berkeley, e oggi passa per Oakland. Mac Dre ha sfidato lo Stato usando i propri testi come arma, Lil B ha ridicolizzato il gatekeeping newyorchese con una diss track assurda e geniale. Ovrkast, al secolo Tyler The Creator' No, è un altro Tyler — Tyler Ovrkast — raccoglie quel testimone con "STRIKING", il suo debutto ufficiale su three times LOUDER dopo una manciata di EP che ne avevano fatto un nome di culto su Bandcamp e nei circuiti lo-fi.
Chi ha seguito "Try Again" o "RESET!" riconosce la firma: loop ipnotici, batteria che inciampa apposta, quel suono "Ohbliv" fatto di polvere, crepe, umanità. Ma "STRIKING" alza il volume in studio. Trombe jazz su "STATIC", un basso rotondo su "WINDO", arrangiamenti che dicono: "questo è un disco vero, con i musicisti veri". Il problema è che suona generico. Pulito. Stanco.
Anche i campioni — le voci soul su "Hopecore!", per dire — mancano di quella patina consumata che rendeva i beat di Ovrkast piccoli reperti archeologici. La ragione è pratica: sempre più produttori ricorrono a sample library professionali, brani originali registrati per suonare come vecchi dischi gospel o soul, così da evitare l'inferno del sample clearing. È legale, comodo, e forse inevitabile in un'epoca di crackdown sulle piattaforme streaming. Ma snatura il gesto artistico: scegliere cosa flippare, anche male, anche in modo irriconoscibile, è già una dichiarazione. Usare un "falso vintage" preconfezionato è come comprare jeans strappati in fabbrica.
Non è colpa di Ovrkast, che anzi sta subendo una causa legale assurda per questioni di diritti. Lui sta solo cercando di pubblicare musica senza finire in tribunale. Il punto è sistemico: l'industria sta trasformando il campionamento — pratica fondativa dell'hip-hop — in un lusso per major o in un'imitazione sterile. "STRIKING" ha momenti belli, la scrittura di Ovrkast resta acuta, i personaggi che tratteggia vividi. Ma l'album suona come un compromesso accettato a malincuore. La grana è stata levigata via. E con quella, un pezzo di verità.
— Laura Verdi
