GORIZIA – C'è un momento preciso in cui un concorso smette di essere una vetrina e diventa un rito collettivo. Sabato 10 ottobre al Teatro Comunale Giuseppe Verdi quel momento è arrivato quando le luci si sono abbassate sui dodici finalisti della 39ª edizione di Percoto Canta e l'orchestra – venticinque archi, fiati e ritmica – ha attaccato la prima nota. Non era più una gara, era musica che respirava.
Alla fine, la giuria presieduta da Niccolò Agliardi (affiancato nelle selezioni da Petra Magoni e Federica Abbate) ha consegnato il premio Nuovo IMAIE da 10.000 euro a Jacopo Ottonello, cantautore ligure capace di unire scrittura tagliente e una voce che sa di notti insonni. Secondo e terzo posto per Blecs e Gemme, due proposte diversissime – l'elettronica sussurrata del primo, la tensione rock della seconda – che confermano l'eclettismo del concorso.
"Qui non si premia solo l'interprete, si premia la canzone. L'orchestra è il nostro modo di dire che la melodia conta ancora"
La frase di Nevio Lestuzzi riassume l'anima di una manifestazione nata per caso nel 1987 a Percoto, frazione di Pavia di Udine, per volontà di un gruppo di amici oggi quarantenni. Presidente Giuliano Lestuzzi, anima operativa il fratello Nevio: insieme hanno traghettato il festival da una sagra paesana al palcoscenico di Udine e, da qualche anno, al Verdi di Gorizia. Media partner storici: Buscadero e Radio2 Rai.
Centoventi le candidature arrivate quest'anno, dodici i prescelti. Formula collaudata: un inedito a testa, poi le cover in coppia – un modo per testare l'intesa e la versatilità. Ma il vero tratto distintivo resta l'orchestra residente, venticinque professionisti che non accompagnano: dialogano. Lo si è sentito nell'arrangiamento di "Cuori a metà", l'inedito di Ottonello, dove gli archi non riempiono ma scavalcano il ritornello, portandolo altrove.
Ospite d'onore Marina Rei, che ha regalato un set acustico di venti minuti – "Primavera", "Un inverno da baciare", una "Albachiara" riarmonizzata per quartetto d'archi – e poi è rimasta in platea ad ascoltare i ragazzi. "Mi ricorda perché ho iniziato", ha sussurrato a fine serata, mentre il pubblico si riversava nel foyer tra calici di Friulano e commenti a caldo.
Percoto Canta non cerca la prossima star da talent show. Cerca chi scrive canzoni che reggono il peso di un'orchestra. Jacopo Ottonello, stasera, quel peso l'ha trasformato in volo.
