C’è un filo conduttore che lega i Pinguini Tattici Nucleari ai nastri magnetici degli anni Novanta: la possibilità di riavvolgere, riascoltare, correggere il tiro. «Replay» – questo il titolo del settimo lavoro in studio della band bergamasca – arriva venerdì 4 dicembre per Columbia/Sony Music e segna, nelle parole di Riccardo Zanotti, «il momento in cui smetti di guardare lo specchietto retrovisore e inizi a scrivere la colonna sonora del prossimo chilometro».
Anticipato dal singolo “Canzone per un amico”, brano che in poche ore ha scalato la Viral 50 di Spotify Italia, l’album raccoglie dodici tracce registrate tra Milano, Londra e una casa in collina sopra Bergamo. La produzione è affidata a Michele Canova (già al fianco di Jovanotti, Tiziano Ferro, Francesca Michielin), che ha spinto il gruppo verso sonorità più sintetiche – drum machine, arpeggiatori, bassi acidi – senza però snaturare la vena cantautorale che ha reso “Fuori dall’hype” e “Ahia!” fenomeni da milioni di stream.
«Volevamo un disco che si potesse ballare in cucina alle due di notte e cantare a squarciagola allo stadio», racconta il frontman seduto su un divano dello studio di registrazione, con una tazza di tè verde e un quaderno pieno di appunti. «La sfida era far convivere l’elettronica da club con i testi che la gente si tatua sul braccio». Il risultato spazia dal synth-pop di “Pixel” – omaggio dichiarato ai Pet Shop Boys – alla ballata acustica “Lettera a mia madre”, fino al featuring a sorpresa con Elodie in “Cuori in standby”, già definita dai fan «la colonna sonora dell’estate 2025».
Ma la notizia che fa tremare i palasport è il tour 2027: sette date negli stadi – San Siro (Milano), Olimpico (Roma), Maradona (Napoli), Dall’Ara (Bologna), Franchi (Firenze), Bentegodi (Verona) e un gran finale all’Arena di Verona – annunciate con un video girato in piano sequenza tra le vie di Città Alta. I biglietti saranno in prevendita dall’11 dicembre per gli iscritti al fan club, poi apertura generale il 15. «Gli stadi sono il nostro “replay” definitivo», scherza il batterista Lorenzo Pasini. «Lì non puoi nasconderti dietro un monitor: o la canzone regge ottantamila voci o non regge».
Intanto la band ha lanciato una caccia al tesoro digitale: QR code nascosti nei videoclip, coordinate GPS che portano a cassette fisiche sepolte in sette parchi italiani, ciascuna contenente un frammento inedito. «Vogliamo che l’uscita di un disco torni a essere un evento collettivo», spiega il bassista Nicola Buttafuoco. «Non solo un algoritmo che ti spinge una playlist».
Se “Giovani Wannabe” ha raccontato l’ansia da prestazione di una generazione, «Replay» sembra voler dire che si può premere «stop», respirare, e ripartire con un arrangiamento nuovo. Il 4 dicembre sapremo se il nastro regge. Di certo, negli stadi del 2027, il volume sarà al massimo.
