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Pinhdar, l'emergente che riscrive l'elettronica d'autore: la scoperta di OndaPop

Pinhdar, l'emergente che riscrive l'elettronica d'autore: la scoperta di OndaPop

Chi sono i Pinhdar

Dietro il moniker Pinhdar si cela il sodalizio artistico tra Cecilia Miradoli e Max Tarenzi, duo cesenate che da qualche anno sta tracciando coordinate inedite nel panorama elettronico italiano. Non un progetto improvvisato, ma il frutto di un percorso maturato tra studi classici, sperimentazione sonora e una visione estetica che rifiuta le scorciatoie del mercato. Il loro esordio discografico, Parallel (2021), aveva già mostrato una personalità definita: un'elettronica che non si accontenta di essere colonna sonora, ma pretende lo statuto di opera compiuta, dove ogni frequenza è pesata, ogni silenzio significante.

Il suono: liquidità cinematografica e scrittura d'avanguardia

La cifra stilistica dei Pinhdar risiede in una tensione costante tra organicità e sintesi. Le architetture sonore di Tarenzi — stratificate, mai ridondanti — avvolgono la voce di Miradoli, strumento duttile capace di passare dal sussurro al canto aperto senza perdere densità emotiva. C'è l'eredità del trip-hop di Bristol, l'eleganza glaciale del miglior downtempo scandinavo, ma anche una sensibilità melodica tutta mediterranea, che ricorda la lezione di artisti come Alice o la prima Carmen Consoli, filtrata attraverso il prisma di un'elettronica contemporanea, colta, mai compiacente.

Neiko (Howie B Remix): il brano da cui partire

Se c'è un punto d'ingresso ideale nell'universo Pinhdar, oggi, è proprio Neiko nella rilettura firmata da Howie B. Il produttore scozzese — architetto del suono di Björk, U2, Tricky, Soul II Soul — non si limita a remixare: riscrive, dilata, svela. La sua versione spoglia il brano originale fino all'osso, per poi ricostruirlo su un groove ipnotico, quasi dub, dove il basso pulsa come un cuore meccanico e la voce di Cecilia fluttua in uno spazio riverberato, quasi spaziale. È una lezione di produzione: ogni elemento respira, nulla è superfluo. Il remix non tradisce l'identità del duo, la amplifica, ne rivela la vocazione internazionale.

Perché tenerli d'occhio

I Pinhdar rappresentano quella rara specie di artisti che non inseguono il trend, ma lo anticipano. In un momento in cui l'elettronica italiana fatica a trovare una voce autoriale riconoscibile al di fuori dei circuiti club, loro propongono un'alternativa alta: canzone d'autore destrutturata, sound design da cinema, attitudine sperimentale ma accessibile. Il cosign di Howie B non è un badge decorativo, è una conferma: c'è sostanza, c'è visione. Il prossimo album, già in lavorazione, potrebbe essere il disco che molti aspettano da anni. Noi di OndaPop abbiamo già prenotato la prima fila.

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