Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Red Hot Chili Peppers e Foo Fighters: una notte di rarità per i 25 anni della Silverlake Conservatory

Red Hot Chili Peppers e Foo Fighters: una notte di rarità per i 25 anni della Silverlake Conservatory

Sabato sera l’Hollywood Palladium ha ospitato una di quelle serate che restano nella memoria collettiva di Los Angeles. La Silverlake Conservatory of Music festeggiava il suo venticinquesimo anniversario e, al posto della solita cena di gala privata, ha scelto di aprire le porte al pubblico per un concerto benefico con una lineup da far girare la testa: Red Hot Chili Peppers headliner, Foo Fighters e Vince Staples.

Fondata nel 2001 da Michael “Flea” Balzary, Keith “Tree” Barry e Peter Weiss, la SCM nasce con una missione precisa: colmare i vuoti lasciati dai tagli all’educazione musicale nelle scuole pubbliche di Los Angeles. Oggi la conservatory offre lezioni a mille studenti a settimana e il suo programma di borse di studio sostiene oltre duecento ragazzi che altrimenti non potrebbero permettersi uno strumento, lezioni d’insieme o semplicemente l’accesso alla musica.

Un cartello scritto a mano, aggiornato per l’occasione, faceva da fondale sul palco a ricordare quei numeri. Ma la serata non era solo statistiche: ha preso il via con gli allievi stessi. Gli SCM All Stars e la brass band degli Hollywood Highsteppers hanno aperto le danze con una “Love Rollercoaster” degli Ohio Players – resa celebre anche dalla cover dei Chili Peppers – e una “Our House” dei Madness che ha scaldato l’atmosfera con l’entusiasmo contagioso di chi la musica la sta imparando sul serio.

Poi è arrivato il momento dei padroni di casa. Flea, che proprio nel weekend spegneva un’altra candelina, è stato accolto dagli Highsteppers con una versione festosa di “When the Saints Go Marching In” mentre una torta gli veniva portata sul palco. “Mia mamma usava…” ha iniziato a dire il bassista visibilmente commosso, prima di lasciarsi andare a un abbraccio collettivo con gli studenti.

Il set dei Red Hot Chili Peppers ha poi scavato a fondo nel catalogo: non solo i classici da stadio, ma rarità che i fan di lunga data inseguono da anni. Anthony Kiedis, Chad Smith e John Frusciante hanno assecondato l’istinto jam della band, lasciando spazio a improvvisazioni che hanno ricordato perché questo quartetto è ancora, dopo quarant’anni, una macchina da groove inarrestabile.

Dave Grohl e i Foo Fighters non hanno voluto essere da meno, rispolverando a loro volta un pezzo raro che il pubblico dell’Hollywood Palladium ha accolto come un regalo inaspettato. Vince Staples, dal canto suo, ha portato la sua energia incisiva sul palco accompagnato da musicisti che proprio alla SCM hanno mosso i primi passi – la prova vivente che il progetto funziona.

Quando le luci si sono spente, restava la sensazione di aver assistito a qualcosa di più di un concerto: una celebrazione comunitaria dove la musica non è solo spettacolo, ma diritto, educazione e futuro. Venticinque anni fa Flea e i suoi amici avevano un’idea. Stasera quell’idea suonava più forte che mai.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.