Roma non dorme mai, ma certi fine settimana suona più forte. Sabato 26 e domenica 27 settembre la capitale mette in cartellone una ventina di appuntamenti culturali che, letti con l'orecchio di chi vive di musica, disegnano una mappa sonora sorprendente: non solo concerti, ma teatro musicale, cinema dal vivo, contaminazioni jazz e spazi per chi la musica la sta scrivendo ora.
Partiamo dall'omaggio a Ennio Morricone all'Auditorium Parco della Musica: non una semplice esecuzione di temi celebri, ma una rilettura orchestrale che riporta le sue colonne sonore alla dimensione concertistica per cui erano nate. Ascoltare "C'era una volta in America" o "Mission" senza le immagini significa scoprire quanto quelle partiture reggano da sole — e quanto il Maestro abbia scritto musica "colta" prestata al cinema.
Chi cerca linguaggi più ibridi troverà pane per i denti al Monk, dove il jazz incontra l'elettronica e il spoken word in una serata che profuma di club newyorkesi anni '70. Al Teatro India va in scena un adattamento musicale di un classico della letteratura: la narrazione si fa partitura, gli attori diventano interpreti vocali, e la colonna sonora originale — commissionata a un compositore under 35 — segna il confine tra teatro e opera contemporanea.
Non mancano i nuovi nomi: all'Auditorium dell'Ara Pacis un showcase raccoglie quattro progetti selezionati da Roma Creative Contest, tra cantautorato elettronico, post-rock strumentale e R&B in italiano. È qui che si annusa l'aria che tirerà tra sei mesi.
Chiude il cerchio una passeggiata sonora notturna al Gianicolo: cuffie wireless, un compositore che guida l'ascolto tra field recording e brani site-specific. La città diventa spartito.
Venti eventi in due giorni. Ma per chi ama la musica, non sono venti opzioni: sono un unico, lungo movimento sinfonico. Basta scegliere da quale nota entrare.
