Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Salmo — Hellvisback 10 Years Later: il diavolo torna a farsi bello, ma il tempo non perdona

Salmo — Hellvisback 10 Years Later: il diavolo torna a farsi bello, ma il tempo non perdona

Dieci anni. Nel rap italiano sono un'era geologica. Quando Hellvisback uscì nel 2016, Salmo non era ancora il fenomeno da stadio che riempie San Siro: era il rapper sardo che aveva appena lasciato Machete per camminare da solo, con un disco che puzzava di zolfo, synth industriali e blasfemie benedette. Oggi, Hellvisback 10 Years Later arriva sugli scaffali digitali come un monumento da spolverare: 18 tracce, tra cui 6 inediti, remix di Mace, Don Joe, Shablo e una manciata di featuring che leggono come l'elenco telefonico della nuova guardia (Tony Effe, Lazza, Guè, Noyz Narcos).

L'operazione è trasparente: celebrare, monetizzare, ribadire lo status. Ma ascoltandolo, la domanda vera non è "com'è il disco?" bensì "com'è invecchiato l'originale?". La risposta sta tutta in Mic Taser (Remix): la base di Stabber regge, il flow di Salmo è ancora tagliente, ma l'urgenza — quella che nel 2016 ti faceva sentire il pericolo nelle cuffie — è stata sostituita da una sicurezza da headliner. I nuovi brani (1984, Cabriolet, Inferno) sono solidi, prodotti con il mestiere di chi conosce ogni trucco del mestiere, ma mancano della fame che rendeva Venere in Pelliccia o Il Cielo nella Stanza coltellate al petto.

Culturalmente, Hellvisback ha sdoganato l'ibridazione metal-trap in Italia, ha portato l'estetica occulta in classifica, ha insegnato a una generazione che il rap può essere spettacolo totale, luci stroboscopiche e crowd-surfing. L'edizione 2026 (o 2025, a seconda di quando leggete) ne è la lapide dorata: bella, lucida, ma fredda. I featuring della nuova scuola funzionano come certificati di legittimazione reciproca, non come scintille creative. Solo Pazienza (Remix) con Noyz Narcos recupera quella tensione da battaglia di galli che fu il cuore pulsante del progetto.

Voto: 7/10. Non per demerito, ma per onestà: non si può imbottigliare il fulmine due volte. Hellvisback resta un classico; questa riedizione è un ottimo cofanetto per collezionisti e un discreto punto d'ingresso per chi se lo perse. Ma se volete sentire il diavolo, mettete su l'originale a volume massimo. Quello brucia ancora.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.