Quando il calendario segna la fine di settembre, l'Italia culturale non va in letargo: cambia solo colonna sonora. La stagione dei festival si fa ibrida, e per chi ama la musica — quella scritta, suonata, raccontata — l'agenda si riempie di appuntamenti dove le note non sono sottofondo, ma protagoniste.
A Mantova, Festivaletteratura (4-8 settembre) quest'anno dedica un intero filone alle "partiture narrative": reading con ensemble dal vivo, incontri con compositori di colonne sonore come Michele Braga e Francesca Michielin, e la prima italiana di "Libri in nota", format che trasforma romanzi in suite per quartetto d'archi e voce recitante. Si ascolta la letteratura, letteralmente.
Spostandosi a Torino, MITO SettembreMusica (fino al 21) chiude l'edizione 2026 con un focus su "Musica e schermo": proiezioni mute sonorizzate live dall'Orchestra Rai, masterclass con Pasquale Catalano (autore delle musiche di Garrone e Sorrentino) e un omaggio a Ennio Morricone nel decennale della scomparsa, con arrangiamenti inediti per banda e elettronica.
A Genova, il Festival della Scienza (24 settembre-3 ottobre) lancia "Suono e materia": installazioni interattive dove la fisica acustica incontra la produzione elettronica, workshop con Lorenzo Senni e Populous, e un concerto-spettacolo al Teatro Carlo Felice dove un'orchestra sinfonica dialoga con un'intelligenza artificiale addestrata su partiture barocche.
Chiude il cerchio Roma con Romaeuropa Festival (fino al 20 ottobre): quest'anno la danza contemporanea si fa colonna sonora viva. Coreografie create su partiture originali di Colapesce, Dimartino e Giovanni Truppi, mentre la sezione "Digital Stage" ospita performance audio-visive di Claudio PRS e Any Other.
Non serve scegliere tra cultura alta e bassa: basta seguire la melodia. I biglietti? Meglio prenotare ieri.