C'è un filo rosso che lega i CD consumati nel furgone del tour, le cassette smontate per farne video, le compilation pirata scambiate tra adolescenti negli anni Novanta. Quel filo oggi si chiama KOOL FAITH / LOOSIES II, l'ultimo atto di una storia che Doug Dulgarian scrive a quattro mani con la sua creatura, They Are Gutting a Body of Water, e con l'etichetta che ha fondato nel 2021: Julia's War Recordings.
Ventinove tracce. Quindici artisti ospiti. Un'unica visione: quella di un'etichetta che non è solo catalogo, ma comunità. Dulgarian lo dice senza giri di parole: voleva rifare quei "mashup di tutti i miei artisti preferiti", come i dischi che ascoltava da ragazzino. Il risultato è un oggetto ibrido, a metà tra sampler, raccolta di B-side e vetrina per talenti che il mainstream sta appena iniziando a intercettare.
Scorrere la tracklist è come aprire l'agenda di chi ha fatto della scena di Philadelphia un laboratorio permanente. C'è Hotline TNT che infila riff taglienti e voci sostenute in "rodman", c'è lo psichedelia deformata degli Spirit of the Beehive su "my Happening", ci sono i Wednesday e i Feeble Little Horse — due nomi che Julia's War ha contribuito a lanciare — e poi Cashier, MX Lonely, e una galassia di voci che orbitano intorno al nucleo shoegaze di TAGABOW senza mai perderne la gravità.
Perché è questo il punto: nonostante Lotto abbia proiettato la band nell'olimpo dell'indie-rock contemporaneo, nonostante la stampa ne celebri l'inventiva, Dulgarian non ha smesso di ragionare da curatore di mixtape. La sua scrittura — stratificata, rumorosa, melodica — fa da collante a un mosaico dove ogni pezzo mantiene la propria identità. Non c'è gerarchia, non c'è "featuring" di facciata. C'è scambio.
L'uscita su Julia's War / ATO (prevista per il 2026) segna anche un passaggio di testimone: dall'autoproduzione cassettara alla distribuzione major, senza che l'etica DIY ne esca compromessa. Anzi, KOOL FAITH / LOOSIES II suona come una rivendicazione: la compilation non è un formato minore, è un atto politico. Chi la fa decide chi esiste, chi merita spazio, chi racconta il presente.
Ascoltarla tutta d'un fiato — quasi ottanta minuti — richiede pazienza. Ma chi la pazienza ce l'ha, chi ricorda l'attesa tra un lato A e un lato B, chi ha ancora una scatola di cassette in cantina, ci troverà qualcosa di raro: la sensazione che la musica, quando è fatta insieme, non invecchia mai.
Alessandro Neri
