Cinquantaquattro anni di storia, una sala che ha visto nascere il teatro di ricerca italiano e una curiosità che non invecchia: il Teatro Libero di Palermo alza il sipario sulla 59esima stagione internazionale, battezzata "Nuove prospettive". Il titolo non è solo un manifesto programmatico, è una promessa sonora. Perché se c'è un filo rosso che lega i dieci titoli in cartellone – da novembre ad aprile – è proprio la musica, non come accompagnamento ma come architettura drammaturgica.
Si parte con Il Grigio di Gaber e Luporini, riletto da Marcello Cappelli: le canzoni del Signor G non sono citazioni, sono il respiro stesso dello spettacolo. Poi tocca a Heroes, dove la Berlin Trilogy di Bowie diventa partitura per un'umanità in frantumi, diretta da Giuseppe Cutino. In mezzo, la nuova drammaturgia italiana (Licia Lanera, Francesco Saponaro) affida a compositori come Teho Teardo e Colapesce il compito di scrivere l'invisibile: le pause, i silenzi, la tensione che le parole non dicono.
Non mancano gli adattamenti: La tempesta shakespeariana si veste di elettronica analogica, mentre Moby Dick diventa un concerto teatrale con voce, contrabbasso e loop station. E per chi ama le contaminazioni, il focus "Sound & Vision" porta in scena musicisti-attori come Rodrigo D'Erasmo (Afterhours) e Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti), che smettono i panni del frontman per abitare il personaggio.
Il direttore artistico Luca Mazzone lo sintetizza così: "Il teatro oggi non può prescindere dal suono. La colonna sonora non è più di commento, è co-autrice". Un approccio che trasforma ogni replica in una prima esecuzione assoluta. Biglietti già in vendita, ma il consiglio da cultori è uno solo: prenotate i posti centrali. L'acustica, qui, fa parte dello spettacolo.