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The Weeknd - "Timeless": l'eternità in quattro minuti, tra synth-wave e confessioni notturne

The Weeknd - "Timeless": l'eternità in quattro minuti, tra synth-wave e confessioni notturne

C'è un momento preciso, al minuto 2:14 di "Timeless", in cui il basso smette di pulsare e la voce di Abel Tesfaye rimane nuda, sospesa su un tappeto di synth che sembrano provenire da un'altra epoca. "I've been running from myself / But I'm timeless", canta. È la frase che dà il titolo al brano, ed è anche la chiave di lettura di un'intera carriera.

Quarta traccia di Hurry Up Tomorrow — atto finale della trilogia inaugurata con After Hours (2020) e proseguita con Dawn FM (2022) — "Timeless" condensa in quattro minuti e sedici secondi tutto ciò che The Weeknd ha costruito in quindici anni: il falsetto che sfuma nel baritono, la produzione che cita Moroder e i Daft Punk senza mai scadere nel pastiche, i testi che trasformano l'edonismo in metafisica.

La produzione, curata dallo stesso Tesfaye insieme a Mike Dean e OPN (Oneohtrix Point Never), è un esercizio di sottrazione. Nessun featuring stellare, nessun campionamento evidente: solo strati di sintetizzatori analogici — un Roland Jupiter-8, un Oberheim OB-Xa — che si intrecciano con una drum machine programmata per suonare imperfetta, umana. Il risultato è un brano che respira, che lascia spazio ai silenzi quanto ai riempimenti.

Liricamente, "Timeless" è forse il testo più diretto che Tesfaye abbia scritto da "Call Out My Name". Non ci sono metafore oscure né narrazioni frammentate: c'è la consapevolezza di chi ha toccato il fondo — "Made a deal with the devil, but I read the fine print" — e ne è uscito con una cicatrice che porta come medaglia. Il ritornello, ipnotico nella sua ripetitività, funziona come un mantra laico: la fama è effimera, l'arte (forse) no.

Culturalmente, il brano arriva in un momento cruciale. Dopo il flop critico della serie HBO The Idol e l'annuncio — poi ritrattato — di volersi ritirare dal moniker The Weeknd, "Timeless" suona come una dichiarazione d'intenti: Abel Tesfaye non ha finito di raccontarsi. La scelta di chiudere l'album con questo brano, invece che con l'esplosivo "Dancing In The Flames" (primo singolo), dice molto sulla gerarchia emotiva del progetto.

Ascoltata in cuffia, a volume alto, nelle ore piccole, "Timeless" rivela la sua vera natura: non è un singolo da classifica, è un testamento. E se questo deve essere l'ultimo capitolo di The Weeknd, beh, che capitolo.

Voto: 8.7/10

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