Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

L'archeologia del desiderio: Victoria Monét e la frequenza vibratoria dell'R&B in 'Frequency Of Love'

L'archeologia del desiderio: Victoria Monét e la frequenza vibratoria dell'R&B in 'Frequency Of Love'

Dopo la consacrazione critica e commerciale raggiunta con la diade Jaguar, Victoria Monét ritorna sulla scena con Frequency Of Love, un'imponente architettura sonora composta da ben ventidue tracce. Svincolatasi definitivamente dall'etichetta di formidabile autrice dietro le quinte per le superstar del pop globale, la cantautrice statunitense riafferma qui la propria centralità nel panorama R&B contemporaneo, tracciando una complessa cartografia acustica ed emotiva dell'esperienza amorosa.

Dal punto di vista prettamente musicale, l'album si muove lungo un asse di straordinaria raffinatezza: l'eredità del soul sofisticato degli anni Settanta e le intuizioni del neo-soul del volgere del millennio vengono rielaborate attraverso una produzione limpidissima. Le sezioni di fiati lussureggianti, i bassi avvolgenti e le stratificazioni vocali vellutate richiamano la lezioni di maestri come Quincy Jones e Minnie Riperton, ma vengono riproposte con una sensibilità digitale iper-moderna. Tracce dalla spiccata sensualità si alternano a momenti di intima introspezione, dove il fraseggio fluido della Monét mette in luce una maturità interpretativa senza precedenti.

Con ventidue brani in scaletta, il rischio della dispersione era elevato; tuttavia, l'organicità degli arrangiamenti e la direzione artistica meticolosa mantengono un'elevata coesione timbrica. L'impatto culturale del disco risiede proprio in questa fiera resistenza alla logica del consumo rapido imposta dagli algoritmi: Monét rivendica lo spazio per una narrazione espansa, celebrando l'autonomia, il desiderio e la vulnerabilità della donna afroamericana senza mai cedere a scorciatoie commerciali.

Frequency Of Love si attesta come un'opera densa e sinestesica, capace di posizionare Victoria Monét non soltanto come interprete di razza, ma come vera e propria architetta del nuovo canone soul mondiale.

Recensione a cura di Marco Rota

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.