C’è una sottile magia nel modo in cui la musica indie-rock riesce a catturare l'essenza dell'adolescenza: quella sensazione di urgenza viscerale, di drammi passeggeri che sembrano la fine del mondo e di un’euforia improvvisa accesa da un ritornello sparato alla radio. Con il loro secondo album, Nature’s Pill, gli Wishy riescono a fotografare esattamente questo spirito, trasformando le proprie radici a Indianapolis in un compendio di chitarre luminose e melodie irresistibili.
I due fondatori, Kevin Krauter e Nina Pitchkites, si sono conosciuti tra i banchi di scuola, e questa complicità si avverte in ogni traccia. Rispetto al debutto Triple Seven, segnato da fumose divagazioni shoegaze, Nature’s Pill sterza con decisione verso la luce. La band riduce le stratificazioni rumorose per concentrarsi su una scrittura più affilata, retta da melodie immediate e ganci power-pop di rara efficacia.
Dal punto di vista sonoro, il disco è un ponte perfetto tra diverse epoche del rock alternativo: ci si ritrova la solarità del chart-rock anni '90, l'attitudine sghemba dei Parquet Courts e quell'urgenza twee-pop distorta che fu il marchio di fabbrica dei The Pains Of Being Pure At Heart. Il risultato è un’euforia nostalgica che evita le trappole del citazionsimo grazie a un'onestà interpretativa disarmante.
La chimica tra Krauter e Pitchkites raggiunge qui un nuovo livello, sostenuta dal lavoro impeccabile del chitarrista Dimitri Morris, del bassista Mitch Collins e del batterista Conner Host. In brani propulsivi come «All The Rage», i due si scambiano i versi come corridori in una staffetta jangle-pop, mentre su «Mona Lisa» le voci si sovrappongono fino a esplodere in un ritornello sorprendentemente articolato. Persino nei momenti in cui la band sfiora le atmosfere da pop-punk commerciale, come nella bellissima «Sensational», la sincerità del testo riscatta ogni potenziale cliché.
In un panorama musicale spesso dominato da toni cupi o cinici, scegliere un’ottica spudoratamente romantica ed entusiasta è una scommessa coraggiosa. Gli Wishy non solo la vincono, ma dimostrano di essere passati dallo status di promessa a quello di certezza. Nature’s Pill è un disco capace di travolgerti e, un secondo dopo, di farti sorridere con la testa tra le nuvole.
di Laura Verdi
