C'è una foto che circola poco, ma che racconta tutto: Zach Bryan in divisa da marinaio, lo sguardo basso, la divisa stirata a regola d'arte. È il 2019, l'anno in cui DeAnn — registrato in una caserma della Florida con un iPhone e mille dollari di budget — esplode su YouTube e costringe la Navy a congedarlo prima della scadenza del contratto. Sette anni dopo, quel ragazzo nato in Giappone da padre militare e madre Annette DeAnn torna con Young Manhood and Other Donatable Organs, il primo EP pubblicato da sobrio. Sei tracce, ventidue minuti, zero featuring: la mossa più coraggiosa di una carriera costruita sull'eccesso.
Il titolo non è metafora. A vent'anni Bryan si è trovato solo al capezzale della madre, reduce da quattro anni di alcolismo e una fede ritrovata all'ultimo respiro. La decisione di donarne gli organi è stata sua, un atto d'amore che ha segnato il confine tra l'adolescenza e quell'«età adulta» che l'EP indaga con lucidità spietata. «Ho vissuto una vita in trent'anni», ripete spesso nelle interviste, e la tracklist lo conferma: "The Great American Bar Scene" apre con un piano malinconico e versi che sembrano estratti da un diario di terapia, "Oklahoman Son" chiude con un fingerpicking nudo che ricorda Townes Van Zandt più che il country radiofonico da stadio.
La produzione — curata dallo stesso Bryan con Eddie Spear — è il vero colpo di scena. Niente muri di chitarre, niente cori da arena: archi discreti, armonica, una sezione ritmica che respira. È il suono di chi ha smesso di urlare per iniziare ad ascoltarsi. «Per dodici anni ho scritto canzoni per non pensare», ha confessato a The New York Times lo scorso autunno. «Adesso scrivo per ricordare chi sono».
Il risultato è un lavoro che sfugge alle categorie. Non è un album «country», né «folk», né «americana»: è il ritratto sonoro di un uomo che sta imparando a stare fermo dopo una corsa durata un decennio. I numeri — il record di biglietti venduti nella storia statunitense, le due notti al Tottenham Hotspur Stadium — restano fuori dalla porta dello studio. Dentro c'è solo la voce di un trentenne che ha seppellito la madre, la divisa, la bottiglia e ora prova a donare se stesso, organo dopo organo, a chi lo ascolta.
Young Manhood and Other Donatable Organs esce per Belting Bronco/Warner. Ascoltatelo in cuffia, al buio, con il tempo di farvi fare i conti con la vostra età adulta.
— Alex Conti
