Non c'è Día de Muertos senza colonna sonora. In Messico, la musica non fa da sfondo: è parte integrante del rito, il filo che cuce insieme il mondo dei vivi e quello di chi, per due notti l'anno, torna dal Mictlán a sedersi a tavola con i propri cari. Il 1° e il 2 novembre gli altari si riempiono di cempasúchil, teschi di zucchero, pan de muerto e le fotografie di chi non c'è più. E mentre le candele consumano la cera, dalle case e dalle piazze salgono note che parlano di assenza, memoria, amore che non conosce confini.
Abbiamo selezionato dieci brani — alcuni storici, altri usciti da poco — che raccontano questa festa meglio di qualsiasi spiegazione antropologica. C'è la voce graffiata di Chavela Vargas in "La Llorona", versione definitiva di un canto nato nell'Istmo di Tehuantepec e passato per le gole di Lila Downs, Aída Cuevas e Natalia Lafourcade. C'è il ranchero senza tempo di Vicente Fernández, che con "Volver, volver" ha insegnato a generazioni intere che il ritorno è sempre possibile, anche solo in spirito.
Ma il Día de Muertos 2026 suona anche moderno. Carlos Rivera porta il pop orchestrale in "Recuérdame" (già colonna sonora di Coco), mentre Natalia Lafourcade rilegge la tradizione con l'eleganza minimale di "Nunca es suficiente". Silvana Estrada, con il suo folk sospeso, e Renee Mooi, che mescola jazz e radici messicane, rappresentano una nuova generazione che non rinnega le radici ma le riscrive.
Non mancano le voci della scena alternativa: Roco Pachukote (ex Maldita Vecindad) porta il punk-rock sociale in "Kumbala", Son Rompepera fonde cumbia e elettronica, Pehuenche esplora l'huapango contemporaneo. E Luis Ángel "El Flaco" chiude il cerchio con una ballata che sa di tequila e promesse sussurrate al vento.
Dieci brani, dieci modi diversi di dire che la morte, in Messico, non è un'assenza. È una presenza colorata, rumorosa, danzante. È la nonna che ride mentre assaggia il suo mole preferito. È il bambino che corre tra le marigold. È la musica che non smette mai di suonare, perché chi ama non se ne va — torna, ogni anno, ad ascoltare la sua canzone preferita.
