Quando David Byrne parla di musica, il mondo dell'indie ascolta. L'ultima sua ossessione ha un nome e un cognome geografico: Argentina, La Nueva Generación, la playlist che l'ex frontman dei Talking Heads ha appena pubblicato su Spotify, raccogliendo venticinque brani che fotografano il fermento sonoro che attraversa Buenos Aires e dintorni.
"È un momento!" ha esclamato Byrne presentando la selezione, tracciando un parallelo immediato con quanto accaduto in Messico e Portorico grazie a fenomeni come Bad Bunny e Peso Pluma. Artisti che hanno saputo portare suoni regionali — dal reggaeton al corridos tumbados — dentro le classifiche globali senza snaturarli. Secondo Byrne, qualcosa di simile sta accadendo ora in Argentina, dove una nuova ondata di musicisti sta rileggendo tradizioni come il tango, il folklore, la cumbia villera e il rock nazionale attraverso linguaggi contemporanei, dall'elettronica all'hip hop.
"Molti di questi artisti argentini sono orgogliosi della loro cultura ma allo stesso tempo molto critici nei confronti del presidente Milei — (l'amico di Trump e Musk)."
La precisazione non è casuale. Byrne ci tiene a distinguere l'orgoglio culturale dal nazionalismo politico. La maggior parte dei musicisti inclusi nella playlist — nomi come Trueno, Wos, Marilina Bertoldi, Bándalos Chinos, Louta e la rivelazione Ca7riel & Paco Amoroso — rivendicano un'identità argentina plurale, meticcia, queer in molti casi, e apertamente ostile alle politiche di austerità e deregolamentazione del governo libertario di Javier Milei.
La playlist non è una lezione di storia: scorre via in poco più di un'ora e mezza, alternando il trap politicizzato di Trueno alle chitarre sognanti dei Bándalos Chinos, dal funk futurista di Louta alla cumbia digitale di L-Gante. C'è spazio anche per voci storiche come Leon Gieco e Fito Páez, a ricordare che la "nuova generazione" non nasce dal nulla ma dialoga con una tradizione che ha sempre saputo reinventarsi.
Byrne, che in Argentina ha vissuto e collaborato a lungo (basti pensare al suo lavoro con Gustavo Santaolalla e alla colonna sonora di Evita), dimostra ancora una volta di avere l'orecchio allenato sui movimenti tellurici della musica mondiale. La sua non è curiosità turistica: è riconoscimento tra pari. "Questi artisti non chiedono permesso", sembra dire la selezione. "Stanno già scrivendo la colonna sonora del presente."
Ascoltare Argentina, La Nueva Generación oggi significa entrare in un cantiere aperto, dove il passato viene smontato e riassemblato con urgenza. È il suono di un paese che, nonostante l'inflazione, la povertà e la polarizzazione, continua a produrre bellezza a ritmo serrato. E se David Byrne dice che "è un momento", forse vale la pena fidarsi.
