C'è un suono diverso in "Colpa Mia", il nuovo singolo di Envy uscito venerdì 23 ottobre su tutte le piattaforme. Non è solo la produzione, né il flow: è il peso di chi ha scritto quelle barre con le mani ancora segnate dall'esperienza della detenzione. Il rapper napoletano ha passato l'ultimo anno a comporre dietro le sbarre, in uno studio di registrazione allestito all'interno della struttura penitenziaria con il permesso della direzione. Un caso raro, quasi unico nel panorama italiano, che racconta molto della forza di volontà di un artista che non ha smesso di credere nella musica nemmeno quando il mondo gli ha voltato le spalle.
"Colpa Mia" è il primo frutto di quel lavoro. E si sente. Il brano non cerca scuse, non indulge nella retorica del "redento". Usa la vita di strada come punto di partenza per fare i conti con il peso delle proprie scelte, nel segno di un senso di colpa che ha il volto di un ragazzo di 24 anni. Envy scrive in napoletano, la lingua che meglio sa restituire la verità nuda: "Pcchè è colpa mia si mamma / Mo nun dorm e nun sap si torn staser / Nun m puo capì / Quand è manett strett fann mal e pols". Versi che non hanno bisogno di traduzione: la madre che non dorme, l'incertezza del ritorno, i polsi che pulsano sotto le manette. È il conflitto di chi ha dovuto crescere troppo in fretta, imparando a difendersi e a diffidare prima ancora di capire chi fosse davvero.
Il percorso di Envy si era interrotto dopo "More Life", il mixtape d'esordio che aveva mostrato un talento grezzo e una scrittura già matura. Ma la musica non l'ha mai abbandonato: ha fatto da colonna sonora ai momenti più bui, da ancora di salvezza quando tutto il resto sembrava andare alla deriva. "Colpa Mia" non è solo un comeback: è la ripresa di un discorso lasciato in sospeso, più lucido e più necessario di prima.
In un panorama rap che spesso confonde la narrazione della strada con la sua estetizzazione, Envy riporta il discorso dove deve stare: sulla pelle, sulle conseguenze, sul conto che si presenta sempre. E lo fa senza filtri, con la credibilità di chi quella vita l'ha vissuta davvero. Aspettiamo i prossimi brani nati in quello studio dietro le mura. Se "Colpa Mia" è l'antipasto, il menu promette di essere potente.
